Inter > Inter News > Inter, Benitez: “Tradito ma in futuro ci tornerei. E su Moratti, Materazzi ed il mercato…

Inter, Benitez: “Tradito ma in futuro ci tornerei. E su Moratti, Materazzi ed il mercato…

Rafa Benitez - Getty Images

INTER BENITEZ MORATTI MATERAZZI MERCATO / MILANO – Con un comunicato ufficiale apparso il 23 dicembre Rafael Benitez dava l’addio all’Inter, lasciando la panchina a Leonardo. Appena 258 giorni, conditi dalle vittorie in Supercoppa Italiana e Mondiale per club, passando per la sconfitta in Supercoppa Europea, competizione mai vinta dall’Inter, per opera dell’Atletico Madrid di Diego Forlan, sbarcato quest’estate ad Appiano Gentile. Torna a parlare Benitez, e lo fa attraverso il canale sportivo ‘Eurosport’, commentando quell’avventura milanese che tanto dolce, in fin dei conti, non è mai stata. La ricerca di ‘una nuova panchina, le promesse di Moratti, le dure accuse di Materazzi, gli infortuni e le affermazioni di Ferguson i temi principali delle sue dichiarazioni: “Perché non ho trovato una panchina? Mi hanno cercato alcune squadre in Germania e Spagna ed una in Italia, la Roma, ma cerco un progetto giusto. Se l’Inter dovesse richiamarmi? Con i tifosi ho avuto un ottimo rapporto, mi hanno sempre appoggiato. Forse direi di si”. Si sbilancia Benitez quando gli fanno osservare che da quando è andato via lui l’Inter ha acquistato 10 giocatori: “Con me zero acquisti e subito dopo hanno firmato 4 giocatori, tra cui Pazzini che ai nerazzurri ha fruttato qualcosa come 18 punti. Forse anche io sarei andato lontano così. Se avevo chiesto Mascherano Kuyt, Evrà e Jovetic? Si, ma non solo. Sanchez lo volevo io, quando costava la metà. Moratti mi aveva promesso tante cose ma non mi hanno dato niente”. Una stagione che ha visto tanti infortuni: “Il 60% dei giocatori avevano avuto problemi muscolari. Ringrazio Obi, Biabiany e Coutinho per l’impegno, ma avevo bisogno di rinforzi per vincere”. Ultime battute su Materazzi: “Materazzi disse che ad un auto di formula uno serve un pilota e non un vigile? Avrei preferito che avesse parlato in campo”.

Luigi Perruccio