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Inter, recordman Zanetti: 757 gare con il club nerazzurro, ed è grande festa

Javier Zanetti - Getty Images

INTER RECORDMAN ZANETTI 757  GARE / MILANO – Nel 2007 Francis Lawrence, regista americano, lancia la sua nuova pellicola ‘Io sono leggenda’. Un drammatico horror fantascientifico ambientato nel 2012, dove il protagonista Robert Neville, interpretato da Will Smith, sembra essere l’unico sopravvissuto a una spaventosa epidemia generata dal virus del morbillo, geneticamente modificato e originariamente concepito dalla dottoressa Alice Krippin per combattere il cancro. Così come Robert Neville, Javier Zanetti diventa leggenda, resistendo all’epidemia del cambiar maglia, arrivando alla 757esima gara in maglia nerazzurra, diventando di fatto l’unico superstite dell’era Moratti, nonché il giocatore con il record di presenze per il club di corso Vittorio Emanuele. Lui che non ha dovuto sconfiggere nessun cancro, ha saputo battere e strappare l’etichetta di ‘non vincente’, in una cavalcata che dal 2006 ad oggi lo ha portato dalla Coppa Italia al tetto del mondo. Massimo Moratti e tutta la famiglia Inter, gli regalano un party, alla ‘Terrazza Marini’ di Milano, dove ad elogiarlo, complimenti riportati dal sito ufficiale ‘Inter.it’,  figurano il passato ed il presente dell’Inter.Proprio lui che, a quanto pare, non si aspettava di diventare bandiera: “Quando sono arrivato qui per la prima volta, non avrei neppure immaginato di fare una carriera come questa, di essere il capitano di un’Inter che ha vinto tutto”. Parole dolci quelle di Massimo Moratti:  “Fa ancora la differenza – conclude il presidente -, in campo e come uomo. Lui è il futuro dell’Inter. Come dirigente? No, in campo perché giocherà ancora tanto”. Giocherà ancora il capitano, perché di forza nelle gambe c’è ne tanta e di questo ne è sicuro anche Claudio Ranieri: “Faccio tanti complimenti a Zanetti, per quello che ha fatto e per quello che farà. Solo un grande professionista, che si allena con serietà e impegno ogni giorno, può arrivare a simili traguardi”. Alle lodi non poteva mancare un’altra colonna argentina dell’Inter, Esteban Cambiasso: “Per me è un grande privilegio poter giocare con Javier – spiega il Cuchu – ed è un grande onore esserne diventato anche un amico”. Intanto alla festa arrivano Toldo, Julio Cesar, Pazzini, Milito, Castellazzi, con un pezzo di passato come Mazzola, Suarez e Corso. La serata scivola via tra mostra di trofei e immagini che mostrano il capitano nelle varie competizioni. Un’altra alba sta per arrivare e chissà che non porti con se ancora molti di questi traguardi.

Luigi Perruccio