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Inter, Moratti tra passato e presente: “Vinceremo ancora. E su Napoli e Juventus …”

Massimo Moratti - Getty Images

INTER MASSIMO MORATTI / MILANO – Un’amore sconfinato, quasi raro nel mondo del calcio, nato ai tempi del padre Angelo, nonché nell’era della ‘Grande Inter’ di Helenio Herrera. Per Massimo Moratti la società nerazzurra non è business, né semplice passione, ma qualcosa che va oltre, legata alle radici della famiglia. Entra nel mondo del calcio nel febbraio 1995, quando acquista ufficialmente l’Inter da Ernesto Pellegrini, ma solo nel 1998 arriva il primo trionfo europeo con la Coppa Uefa vinta a Parigi contro la Lazio.

7 ANNI DI VITTORIE – A distanza di anni, dalla stagione 2006-07 ad oggi, tanti trofei in 7 anni di fila, al punto di far meglio del Barcellona: “Come si fa a vincere per 7 anni di fila? Non c’è un segreto. Il merito è della serietà e della professiona­lità dei giocatori che abbiamo avuto – dichiara Moratti attraverso le pagine del ‘Corriere dello Sport’ -, ma anche della bravura degli allenatori che sono stati scelti. Mancini e Mourinho han­no fatto grandi cose valorizzando al meglio l’ottimo materiale umano che hanno avuto a dispo­sizione, ma anche gli altri tecni­ci hanno dato il loro contributo. Se è possibile allungare gli anni vincenti? Credo di si. A patto che la squadra mostri il carattere che ci ha permesso di vincere negli ultimi anni. Una stagione vincente di­pende da diversi fattori, come ad esempio quel­lo fisico, dall’amore che un grup­po ha per il suo lavoro e dal de­siderio di arrivare in alto o di confermarsi ai vertici. Certo è che vedere l’Inter nel fondo della classifica mi fa una strana impressione”.

TRA JUVENTUS E NAPOLI E ROCCHI – Con il Milan ad una sola lunghezza di distanza dai nerazzurri, sono i partenopei ed i bianconeri ad essere tra le squadre più in forma: “Chi mi ha impressionato di più tra Juve e Napoli? Il Napoli, che ha mostrato una qualità e un gioco davvero otti­mi. E non solo contro di noi. Il merito è di Mazzarri, un tecnico bravo che stimo, e della rosa che è di ottimo livello. Si parla tanto degli attaccanti del Napoli, che sono fortissimi, ma a me sabato è piaciuto tanto Cannavaro che in difesa non ha commesso neppu­re un errore. La Juventus lassù, invece, non mi sorprende anche perché il nuovo stadio sta dando ai bianconeri una grande spinta e li sta mettendo in condizione di dare qualcosa in più. Nessuno però ha mai sottovalutato la Ju­ventus”.  E sulla denuncia di Andrea Agnelli all’Uefa: “L’esposto dei bianconeri? Non una cosa bella”. Ultima battuta sull’arbitro Gianluca Rocchi: “Credo sia umano essere arrab­biati subito dopo una partita an­data in quel modo anche perché pensi ai sacrifici che hai fatto e a come sono stati rovinati. Essere battuti così dà un fastidio ancora più particolare. Ho molto rispet­to per gli arbitri che ritengo una categoria di grande prestigio. Se Rocchi dovesse arbitrare di nuovo noi? Spero che venga usato il buon senso”.

RITORNO DI MAICON FAIR PLAY FINANZIARIO E FUTURO – Dopo la gara contro il Napoli l’unica buona notizia arriva da Maicon, tornato ad essere una spina nel fianco per gli avversari: “Lui è di un livello in­credibile – dichiara Moratti -, per venti minuti sulla sua fascia ha dettato legge ed era imprendibile per gli avversari. Una cosa pazzesca”. Così il presidente alla domanda su chi lo accusa di aver badato troppo al Fair Play finanziario lasciando l’Inter troppo vecchia: “Quanto al fair play finanziario qualcosa abbiamo fatto e in futu­ro faremo ancora. Ai tifosi però dico di stare tranquilli, la famiglia Moratti con l’Inter vuole vincere ancora. Non penso a vendere il club o a cose del genere. La nuova filosofia è puntare sui giovani. Le squadre che vincono hanno tutte un mix di esperienza e gio­ventù. Ai giovani bisogna dare tempo di crescere e di inserirsi: nel calcio funziona così. Guar­date il Real Madrid: qualcuno la passata stagione aveva dei dub­bi su certi acquisti che poi han­no reso molto bene. Quando prendi un ragazzo vorresti che fosse la fotocopia del campione con il quale hai vinto e che ma­gari non c’è più, ma chiaramen­te non è possibile. I nostri gio­vani sono bravi, hanno buona qualità e abbiamo fiducia in lo­ro”

Luigi Perruccio