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Inter 2011-12, il pagellone di fine anno: up Zanetti e Julio Cesar, down Jonathan e Milito

Javier Zanetti - Getty Images

INTER 2011-12 PAGELLONE / MILANO – Tutto sommato un bilancio discreto per la stagione dell’Inter fino all’attuale sosta natalizia, con i punti di distacco diminuiti a 8 lunghezze dalla coppia Milan-Juventus e la qualificazione agli ottavi di Champions League conquistata con un turno d’anticipo. Davvero difficili i momenti nerazzurri fino al mese di ottobre fino all’avvicendamento in panchina Gasperini-Ranieri, con la continuità ritrovata solo nelle ultime sette gare (unico neo la sconfitta casalinga contro l’Udinese). Ecco le valutazioni individuali dei calciatori sin qui utilizzati.

 

Zanetti 6.5 Il capitano nerazzurro soffre la parte iniziale di stagione con Gasperini in panca, facendo anche lui fatica a capire i meccanismi del nuovo modulo, trovandosi da solo a coprire le discese dei centrocampisti nerazzurri. Ritorna ai suoi livelli con l’avvento di Ranieri, tornando il jolly a tuttocampo dalle prestazioni sempre positive. Insolito cartellino rosso contro l’Udinese. Come sempre, una straordinaria garanzia.

Julio Cesar 6.5 Inizia maluccio con indecisioni non da lui e più di qualche responsabilità nelle sconfitte di Palermo e Novara, poi prestazioni super contro Roma e a Lilla in Champions. Salta quattro gare, subendo un infortunio muscolare uscendo anzitempo a Bergamo; sempre più in crescendo nelle ultime partite salvando il risultato contro Cesena e Genoa. Julione è tornato.

Castellazzi 6.5 Cinque gare disputate, tre  in campionato e due in Champions: ordinaria amministrazione nella vittoria in casa contro il Lilla, buona prova nella socnfitta casalinga contro il Cska; in campionato, ottime prestazioni contro Atalanta , Juventus e Catania dimostrandosi portiere di alta affidabilità.

Ranieri 6+ Forse meriterebbe di più per come è riuscito, attraverso equilibrio, ottimismo e pacatezza, a raddrizzare una stagione che stava andando a rotoli. Valutazione speculare al suo giudizio personale sulla stagione nerazurra fin qui: gli 8 punti dalla vetta e la qualificazione agli ottavi di Champions con una giornata di anticipo tengono ancora a galla l’Inter su tutti i fronti. Quel che ci si aspetta da lui è che oltre al calcio pratico, da sempre la sua firma tattica, dia la possibilità ai nerazzurri di ritrovare la voglia di giocare bene al calcio e di effettuare giocate più spensierate, viste le doti tecniche della rosa.

Thiago Motta 6+ Capocanniere della squadra a San Siro (assieme a Pazzini) grazie alle reti contro Chievo e Cagliari, il centrocampista della Nazionale sta ritrovando continuità nel giocare e nel rendimento. Con l’avvento di Ranieri appare molto più ordinato in mezzo al campo, pochi flop a vantaggio di prestazioni quasi sempre positive.

Maicon 6 Stagione fin qui caratterizzata dall’infortunio al menisco in estate che ne ha pregiudicato la preparazione dopo la Coppa America. Rientra nella disfatta col Napoli alla 5^ giornata, grande prestazione contro il Chievo e poi la rete del momentaneo pareggio nel ‘Derby d’Italia’ contro la Juventus. Uomo chiave del gioco interista, impossibile fare a meno di lui. Aspettandone il pieno recupero.

Samuel 6 Soffre già da subito la difesa a 3 di Gasperini che lo spedisce in panchina a Novara. Rendimento tutto sommato costante nonostante qualche defezione contro Napoli, Siena e Udinese; in crescendo nelle ultime due sfide contro Genoa e Lecce.

Faraoni 6 Ranieri gli ritaglia lo spazio da titolare in un paio di gare dimostrando personalità e ottime doti atletiche. Ancora poco incisivo in una posizione, quella di ala pura di centrocampo, che poco gli si addice per le sue caratteristiche più difensive.

Forlan 6 Che non fosse Eto’o lo si sapeva già, ma anche l’uruguagio possiede quei colpi in grado di cambiare una gara. Peccato non abbia potuto ancora metterli in mostra, nonostante qualche buona prestazione, una rete a Palermo, e tre legni colpiti. Non è stato miglior Forlan di sempre (appena 8 presenze e un infortunio), aspettando il 2012.

Coutinho 6 Il più positivo degli acerbi giovani interisti in rosa. Lampi di brillantezza e una rete a San Siro contro il Cagliari, floppa solo nella vittoria di Cesena. Alla ricerca della continuità.

Obi 6 Uno dei più utilizzati sia da Gasp che da Ranieri, il nigeriano si conferma un giocatore duttile e di buona qualità. Le doti atletiche strabordanti che lo portano però talvolta ad essere precipitoso nella giocate. Grandi prestazioni contro Milan e Supercoppa e Juventus in campionato, poche le defezioni per lui che assicura sempre una prestazione discreta.

Cambiasso 6 Anche lui afflitto da ‘gasperinite’, parte decisamente sottotono andando in rete nella serata di Novara che sancì l’esonero del tecnico di Grugliasco. Buono l’approccio col tecnico Ranieri, non riuscendo però ad evitare col suo gol la sconfitta di Catania. Sembra meno in palla rispetto a qualche tempo fa, perlomeno garantisce la solita copertura in mezzo al campo.

Lucio 6- Due facce per il brasiliano: inguardabile quella ‘gasperiniana’ con prestazioni e soluzioni al limite dell’indecenza. Si riprende con l’avvento di Ranieri in panchina sfornando prove maiuscole a Lilla in Champions, gol in Russia contro il Cska, e contro Chievo e Juventus in campionato. Qualche errore di posizione e sgaloppate senza senso, ma ha ritrovato un po’ di continuità nell’ultimo periodo.

Nagatomo 6- Ha ripreso la retta via il giapponese dopo un mese shock a cavallo tra settembre e ottobre che avevano fatto pesantemente pregiudicare la sua permanenza a Milano già a gennaio. I due gol consecutivi contro Fiorentina e Genoa lo hanno rinfrancato, così come la prestazione super contro il Lecce.

Ranocchia 6- Non ha mai eccelso in questa stagione il promettente difensore della Nazionale, che sta trovando poco spazio ultimamente di fronte ai colossi Lucio e Samuel. Più spazio per lui nella difesa a 3 di Gasperini dove anch’egli si è visto in difficoltà e palesemente nervoso, come dimostrano le ingiurie all’arbitro di Novara dopo un rigore e un espulsione seppur inesistenti. Prove positive contro Cagliari e Cesena.

Pazzini 6- Dal ‘Pazzo’ ci si aspetta di più delle sole 5 reti stagionali, condite da prestazioni non sempre all’altezza. Dalla sua parte c’è da dire che la squadra non lo serve a dovere, non sfruttando le sue caratteristiche aeree e di opportunismo in mezzo all’area avversaria. La sensazione è che soffra e parecchio la presenza di Milito affianco lui, con il quale l’intesa è praticamente nulla; partenza ad handicap con molte panchine accomodategli da Gasperini, subito un lampo a Bologna alla prima di Ranieri. Ancora brucia il rigoraccio calciato contro l’Udinese. L’Inter ha bisogno della sua personale doppia cifra nella classifica cannonieri.

Chivu 6- Alti e bassi per il difensore rumeno, sempre più meno vistoso col pallone tra i piedi limitandosi solo alla fase di copertura dove eccelle, specie nella vittoria contro il Cska a Mosca. La vicenda del rinnovo gli avrebbe fatto perdere un po’ di tranquillità.

Alvarez 6- Classico giocatore che divide l’opinione sportiva aldilà delle prestazioni. Doti tecniche indiscutibili, ma la lentezza e la poca reattività non passano certo inosservate. Parte malissimo con le imprecazioni dei tifosi interisti verso gli osservatori e dirigenti di mercato nerazzurri. Poi qualche prestazione decente e buoni colpi hanno in parte ‘giustificato’ i 12 milioni di euro spesi per lui. Due i gol sin qui, a Trebisonda e contro il Lecce; assist al bacio per l’incornata di Nagatomo a Genova. Aspettando il ‘Ricky Maravilla’…

Sneijder 6- Visibilmente nervoso nell’era gasperiniana, e forse anche con Moratti per non averlo ceduto ad uno dei due Manchester, l’olandese comincia bene con la punizione vincente nella Supercoppa di Pechino contro il Milan. Ma la sua collocazione in campo non lo soddisfa giocando perennemente teso e sfornando prestazioni inguardabili. Un gol a Bergamo e poi l’ennesimo infortunio muscolare; ma è il fulcro del gioco nerazzurro, non c’è Inter senza la sua sostanza, incisività e imprevedibilità.

Stankovic 5.5 Probabilmente è il ‘senatore’ che più degli altri sta accusando un’evidente flessione nel rendimento. Attanagliato da continui fastidi muscolari, non riesce a più ritagliarsi un posto importante nella squadra, nè tantomeno a sfornare prestazioni convincenti. Ma le sue qualità di campione potranno uscire nella seconda parte della stagione.

Zarate 5.5 Non si vedeva un giocatore così in nerazzurro dai tempi di Recoba. Colpi di genio misti ad assenteismo ingiustificato e prestazioni talvolta incisive. Firma il gol vittoria a Mosca in Champions; anche una manciata di assist, troppo pochi (come i gol) per guadagnare il premio scritto sul suo contratto. Ranieri lo ha già accantonato… anche gli interisti.

Castaignos 5+ Che avesse bisogno di andare a maturare altrove lo dimostrano le prestazioni stesse. Dopo la rete dei 3 punti allo scadere contro il Siena Ranieri non lo ha più preso in considerazione. Buona stoffa, molto probabile la sua partenza in prestito a gennaio.

Gasperini 5 Uomo sbagliato al momento sbagliato, ma non per questo unico responsabile della crisi nerazzurra. Un modulo, il suo, che in Italia ha portato a risultati soddisfacenti il suo Genoa, il Napoli di Mazzarri e l’Udinese di Guidolin, e in passato il Milan scudettato di Zaccheroni; un assetto tattico di tutto rispetto sul quale i dirigenti nerazzurri non ci hanno proprio lavorato in sede di mercato. Più che gli interpreti serviva freschezza, questa sconosciuta. Vada bene che il tecnico di Grugliasco ha cambiato troppo e male nella sua breve esperienza, ma è anche evidente che, forse anche per questione di empatia, non è stato assecondato nè dai calciatori nè dai dirigenti. Ognuno ha il proprio credo tattico. Continua a crederci Gasp…

Milito 5 Triste parabola discendente per il ‘Principe’, tornato ranocchio, pur non essendolo mai stato. Forse la sua più brutta stagione sin qui nella sua carriera, pur segnalandosi capocannoniere della squadra in concomitanza con Pazzini con 5 reti stagionali (2 su rigore). Una serie incredibile di gol divorati ad un passo dalla porta gli valgono il ‘Bidone d’oro 2011’, un premio che non rispecchia le sue qualità di attaccante magnifico. Qualche miglioramento nelle ultime uscite; flessione inarrestabile o resurrezione nel 2012?

Jonathan 5- Decantato come il ‘nuovo Maicon’, più per l’aspetto fisico che per le giocate. Aldilà del classico periodo di ambientamento, il brasiliano si sta rivelando un clamoroso flop del mercato nerazzurro, non dimostrando quella personalità necessaria per giocare in una grande, e nemmeno le qualità. Al momento  appare difficile che smentisca le prime impressioni.

 

 

Giacomo Indiveri