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Inter, Thiago Motta: cronaca di un addio ‘annunciato’

Motta festeggiato dai compagni - Getty Images

INTER CESSIONE THIAGO MOTTA/ MILANO – Alla fine Thiago Motta ha scelto di lasciare l’Inter e volare al Paris Saint Germain. Leonardo ha ottenuto quel che voleva: Ancelotti avrà il centrocampista italo-brasiliano tanto desiderato in queste ultime settimane. Una cessione quasi annunciata dalla società nerazzurra già da qualche mese: non rinnovare, o quantomeno non iniziare a trattare il rinnovo con un giocatore come Motta, 29enne in scadenza di contratto nel giugno 2013, era una chiara e ben definita strategia. Moratti incassa così 10 milioni di euro liberandosi anche di un ingaggio assai pesante per le casse del club. Il centrocampista lascia la Pinetina dopo circa due anni e mezzo vissuti alla ribalta: la vittoria della Champions League nel maggio 2010 rimarrà il punto più alto toccato dal club nerazzurro e dallo stesso giocatore, che dopo aver passato periodi difficilissimi per via del suo ginocchio malandato ha saputo rialzarsi e riconquistare la fiducia di chi ormai non credeva più in lui.

Mollato prima dal Barcellona e poi dall’Atletico Madrid sbarcò nell’estate del 2008 al Genoa, a parametro zero, riuscendo a ricostruirsi una nuova e non meno gloriosa carriera, ammaliando gli occhi della dirigenza nerazzurra che non ci ha pensato un attimo ad affidargli le chiavi del centrocampo interista appena un anno dopo la sua brillantisima stagione sotto la Lanterna. Per Mourinho era insostituibile, l’uomo di temperamento e di classe in mezzo al campo,  tecnica sopraffina e geometrie come pochi. L’addio del tecnico portoghese alla panchina dell’Inter non ha scalfito la sua importanza nello scacchiere tattico della ‘Beneamata’. L’avvento di Benitez coincise con il momento più delicato dal punto di vista fisico: tanti i problemi muscolari che lo costrinsero a vivere in disparte circa metà stagione. L’arrivo di Leonardo risollevò almeno in parte i suoi guai fisici: il tecnico brasiliano rimase folgorato dai lampi di bravura di Motta, tanto da spostarlo in cabina di regia sacrificando Cambiasso nel ruolo di interno sinistro. Tatticamente indissolubile, gran tiro da fuori, qualità perfette per diventare il punto fermo dell’Inter, il giocatore chiave per ogni allenatore passato alla Pinetina. Ranieri lo considerava imprescindibile, a lui non rinunciava mai, cosciente del fatto che fosse determinante il suo tipo di gioco per raggiungere traguardi importanti. La storia in nerazzurro si è ora chiusa: la speranza ora è riposta in Palombo e Guarin, suoi eredi nella linea mediana del campo. Parigi sarà la sua nuova città, il ‘Parco dei Principi‘ lo stadio dove di sicuro non smetterà d’incantare.

Raffaele Amato