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Inter, Forlan: “Un sogno venire qui. Moratti è una persona splendida”

Diego Forlan - Getty Images

INTER, PARLA DIEGO FORLAN/ MILANO – Ai microfoni di ‘Inter Channel’ ha concesso una lunga intervista Diego Forlan. ‘El Cacha’ ha parlato a 360 gradi, dalla sua famiglia all’arrivo nell’Inter, passando per l’esperienze in Spagna e Inghilterra: “Venire qui all’Inter è stato per me un sogno. Un’emozione straordinaria fin dal primo momento, quando sono atterrato alla Malpensa mi resi finalmente conto che il mio desiderio si era finalmente realizzato. E’ stata una trattativa complessa, non si riusciva mai a chiudere. Nei giorni precedenti al mio arrivo in nerazzurro parlai molto con Cambiasso e Milito. Volevo fortemente diventare un loro compagno di squadra”. Il rapporto col presidente Moratti: “Ottimo, è una persona gentile, splendida“.

MONTEVIDEO E FAMIGLIA – “La mia città. Tutta la mia famiglia vive ancora lì anche se in una zona dislocata dal centro. Non mi capita spesso di tornarci ma ogni qual volta che ritorno in Uruguay poi è sempre molto doloroso salutare tutti e riandarmene di nuovo”. Il padre è stato uno dei principali artefici per la scalata nel mondo del calcio: “Lui era e lo è tuttora il mio più grande consigliere. Dopo ogni partita, vinta o persa, si fa sempre sentire, o per telefono o per messaggi. Da piccolo mi raccontava tante storie sul calcio, mi diceva che senza sacrificio non si va da nessuna parte”.

ARGENTINA E IL SOGNO CHIAMATO EUROPA – “Sono stati quattro anni bellissimi all’Independiente, ho lasciato tanti amici in Argentina, è stata un’esperienza indelebile. In Sudamerica era sicuramente importante far bene, soprattutto perchè il mio sogno, come quello di tutti i miei compagni, era quello di sfondare in Europa, dove il calcio era pieno di grandi campioni“.

MANCHESTER UNITED E SIR ALEX FERGUSON – “Quando mi informarono che dovevo trasferirmi allo United ero in vacanza con la mia famiglia. Non ebbi nessun dubbio, conscio del fatto che non sarebbe stato facile ambientarmi e affermarmi in Inghilterra. Il clima a Manchester non era certo favorevole ma i due anni e mezzo vissuti lì sono stati molto importanti per la mia carriera, ho conosciuto persone straordinarie, molto gentili e a modo”. Il rapporto con Ferguson: “Un grande manager, anche lui mi dava sempre i giusti consigli”.

VILLARREAL E ATLETICO MADRID – “Ho vissuto sette anni fantastici in Spagna. I tre nel Villarreal furono davvero incredibili, diventammo una big partendo praticamente dal basso. A Madrid ho vinto invece trofei molto importanti, una Europa League e una Supercoppa Europea proprio contro l’Inter. Lì c’è un tifo caldissimo, la rivalità col Real è accesissima anche se i blancos sono dodici anni che vincono nei derby. E’ stata davvero un’esperienza unica, alla città e a tutto l’ambiente sono rimasto legatissimo“.

INTER E COMPAGNI – “Qui c’è un gruppo compatto e unito. Con loro ho un rapporto fantastico, non mollano mai e soprattutto nessuno di loro ci sta a perdere“. Pregi e difetti di alcuni dei tuoi compagni di squadra: “Capitan Zanetti è una persona solare, un sorriso sempre per tutti. Non è mai triste, credo che solo la moglie possa sapere quali siano i suoi difetti. Con lui scherzo tantissimo, mi stuzzica sempre perchè sa che poi io cado nelle provocazioni. Cambiasso è un meticoloso, vuole sapere tutto di tutto, non c’è notizia che lui non sa. Samuel ha invece un carattere un po’ chiuso però alla fine è una persona buona. Milito lo conosco sin da ragazzino, è una persona piacevole e simpatica. Ricky Alvarez è un tipo molto silenzioso, forse perchè è molto giovane“.

NAZIONALE – “Il trionfo in Coppa America è stato straordinario. Quella era una squadra forte, unita dentro e fuori dal campo. La coppa l’aveva vinta per ben due volte mio nonno e poi mio padre. Quattro trofei in famiglia, stupendo”.

 

Raffaele Amato