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Inter, da Mourinho a Ranieri: cronaca di una crisi inevitabile

Claudio Ranieri - Getty Images

CRISI INTER RANIERI MOURINHO / MILANO – C’era una volta l’Inter che non mollava mai. Quella che poteva andare all’intervallo sotto di due gol e schiacciare gli avversari nel secondo tempo fino a ribaltare il punteggio; quella che poteva giocare in nove contro undici per un’ora e non subire gol e anzi rischiare di vincere; quella poteva giocare anche il derby in inferiorità numerica e vincere lo stesso; quella che (episodio rimasto unico negli ultimi due anni, ndr) poteva battere con due gol di scarto l’invincibile Barcellona e poi resistere al ritorno in inferiorità numerica. Be’ quell’Inter non c’è più. Alcuni campioni se ne sono andati, mentre quelli che sono rimasti hanno perso smalto e motivazioni, rendendo meno della metà rispetto a prima. Quelli che sono arrivati non sono all’altezza, almeno a giudicare dalle poche occasioni che gli vengono concesse… Ma soprattutto non c’è più quel gran condottiero di José Mourinho che riusciva a compattare tutto l’ambiente: dalla squadra ai tifosi, in una sorta di ‘Noi contro Tutti‘.

C’è adesso un’Inter che gioca ad un ritmo da amichevole tra scapoli ed ammogliati, che non ha alcuna idea di gioco, ma si affida al caso ed ai singoli, con Ranieri che cambia continuamente modulo (manca solo il 5-5-5 di Oronzo Canà) ed interpreti senza una logica precisa. Ci sono dei giocatori appagati ed altri che non sono da top club, ammesso che l’Inter lo sia ancora… Il Bologna è stata la settima squadra in questa stagione a violare ‘San Siro’ tra campionato e Champions: una volta fortino inespugnabile, il ‘Meazza’ è diventato terra di conquista per squadrette senza storia come Novara e Trabzonspor. Colpisce soprattutto la fragilità dei  nerazzurri, che alla prima occasione prendono gol e non sanno reagire: oggi anche una formazione dilettante avrebbe qualche chance di battere l’Inter.

E che Inter ci sarà domani? La tempesta che si sta abbattendo sui nerazzurri non sembra passeggera: all’orizzonte si vedono solo nuvoloni ancora più neri. Il terzo posto sembra un miraggio e molti tifosi non vedono l’ora di conquistare i quattro punti che mancano per arrivare a quota 40 ed ottenere la salvezza… A meno di un miracolo i nerazzurri non giocheranno la prossima Champions League ed il danno finanziario che ne deriverà non permette di pensare positivo: quel cancro che ha colpito l’Inter di nome Fair Play Finanziario imporrà la cessione di altri big, che verranno rimpiazzati da giovani talenti o presunti tali. Nostalgia canaglia.