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Inter, Oriali si confessa: “Mourinho un grande! Sulle cause della crisi…”

Oriali e Mourinho - Getty Images

INTER, PARLA LELE ORIALI/ MILANO – Un Lele Oriali a tutto tondo è quello che si è concesso in una lunga intervista a un programma delle reti ‘Mediaset’,  Josè Mourinho e le cause della crisi dell’Inter gli argomenti principali: “Dopo l’addio di Mancini, qualcuno in società voleva farmi fuori, accantonarmi”.

MOURINHO – “Dopo il suo arrivo inizialmente mi vietarono di andare persino alla ‘Pinetina’, poi dopo aver avuto un colloquio personale con lui tutto si chiarì: da quel giorno mi volle sempre al suo fianco, compreso il giorno della partita”. Fu l’inizio di un rapporto speciale col portoghese, un’amicizia profonda: “Era davvero bello lavorare al suo fianco. Il primo anno fu subito vincente, prima dell’inizio della seconda stagione chiese alla dirigenza gli acquisti di Deco e Carvalho, ma il Chelsea ci chiese troppo – circa 15 milioni di euro – e allora non se ne fece più nulla. A quel punto comprammo Sneijder e Lucio“.

Il secondo anno dello ‘Special One’ si concluse con la conquista dello storico triplete, un successo ineguagliabile che sancì però l’addio del portoghese alla panchina dell’Inter: “Con un sms mi fece sapere che se ne sarebbe andato, io ho provato a fargli cambiare idea, ma non ci fu nulla da fare”. La fine del ciclo Mourinho coincise con quella di Oriali, storie stranamente incrociate fra loro: “Io a lui gliel’avevo preannunciata questa cosa, Josè però mi assicurò dicendo che dopo aver vinto tutto nessuno mai si sarebbe permesso di mandarmi via. Purtroppo su questo si sbagliò…”.

CRISI INTER – “Ha influito maggiormente sugli scarsi risultati il continuo cambio di allenatori. Quattro tecnici in sole due stagioni ha mandato in tilt tutta la squadra, i giocatori di questo ne hanno sicuramente risentito“. Il tram tram di allenatori è stato aggravato dai pesanti errori commessi in fase di mercato: “Le ultime due campagne acquisti sono state sbagliate, quantomeno criticabili. Branca negli anni scorsi ha lavorato bene, ma anche grazie al mio apporto: le scelte venivano fatte attraverso una fitta collaborazione con l’allenatore, venivano prese di comune accordo. In due anni la squadra è rimasta sempre la stessa, per nove undicesimi è quella del triplete”. Rimediare a questo punto non sarà semplice: “D’ora in avanti bisognerà fare tutto il contrario di quello che si è fatto fino ad oggi. Sicuramente Moratti saprà trovare il bandolo della matassa”. I risultati negativi hanno portato tante critiche, soprattutto da parte dei tifosi: “Quando le cose vanno male bisogna accettarle“.


Raffaele Amato