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Inter, un fallimento riassunto in un match: ecco perchè siamo fuori dalla Champions

Crisi Inter - Getty Images


CRISI INTER, STAGIONE FALLIMENTARE / MILANO – “Abbiamo dato tutto. Più di così non si poteva fare“. Sono queste le frasi pronunciare dal tecnico Ranieri, dal capitano Zanetti e dal giovane Poli al termine dell’inutile vittoria contro il Marsiglia che hanno sancito l’eliminazione dell’Inter dalla Champions League. Parole che hanno accompagnato la notte – per molti insonne – dei tifosi nerazzurri. Ripensandoci a mente fredda il giorno dopo appare evidente che c’è qualcosa che non va: perchè se quello di ieri sera era il massimo che si poteva dare, allora c’è di che preoccuparsi! Dopo le due clamorose occasioni nei primi dieci minuti, infatti, i nerazzurri non hanno più creato una palla gol contro un avversario oggettivamente modesto (e peraltro in crisi) fino al 75′, quando in modo quasi casuale Milito ha portato in vantaggio l’Inter sugli sviluppi di un corner.

Ranieri ha definito la partita contro il Marsiglia come la fotografia di questa stagione ed è difficile non essere d’accordo con il tecnico testattico: contro i transalpini c’è stato il solito mix di sfortuna – ancora non ci si capacita come non siano entrati i tiri di Sneijder e Milito – errorini arbitrali (il gol di Brandao è viziato da un fallo su Lucio) e soprattutto poca cattiveria agonistica e poca concentrazione nei momenti decisivi da parte di una squadra atleticamente scadente. Dopo sette anni di successi, con quindici trofei messi in bacheca, ci può stare un’annata negativa in cui non si vince nulla, sebbene sia difficile da accettare il fatto che l’Inter non abbia più obiettivi a due mesi dalla fine della stagione, visto che oggi parlare di terzo posto con quattro squadre davanti è fuori luogo. I tifosi nerazzurri ancora una volta non hanno fatto mancare il loro apporto ed a fine partita hanno tributato la squadra con un lungo applauso che sa di giusto ringraziamento per quello che si è fatto in passato. Ma ora si deve voltare pagina, onde evitare che a sette anni di vacche grasse ne seguano sette di vacche magre.