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Inter, la rivoluzione tecnico-tattica di Stramaccioni

Andrea Stramaccioni - Getty Images

INTER IDEE TECNICO-TATTICHE STRAMACCIONI / MILANO – In questi primi giorni alla Pinetina, Stramaccioni ha lavorato intensamente su più fronti. Per prima cosa ha ricaricato e ricompattato un gruppo col morale a terra per via dei negativi risultati di questa stagione: ottenute in tal senso buone risposte dai giocatori, il giovane tecnico si è dedicato a un lavoro tecnico-tattico diverso da quello impostato in precedenza da Gasperini e Ranieri.

SACRIFICIO DEGLI ATTACCANTI – Questo è uno dei primi diktat chiesti da Stramaccioni: nella gara vinta col Genoa si sono visiti infatti i ripiegamenti in fase difensiva dei due esterni d’attacco, ossia Zarate e Forlan. L’uruguagio meglio in fase di sostegno al centrocampo, l’argentino bravo nelle ripartenze e nell’uno contro uno, che spesso ha creato superiorità nella trequarti rossoblu. Ad entrambi, o a chi giocherà ai lati della punta centrale, il giovane tecnico chiederà tanta corsa e maggior copertura a centrocampo, soprattutto quando il pallone è fra i piedi dell’avversario.

SPINTA DAI LATERALI – Nel 4-3-3 sarà necessario il lavoro offensivo dei laterali della difesa a quattro. Contro Palacio e compagni, l’Inter ha sfruttato meglio di altre volte la mole delle corsie esterne, pur non avendo due esterni di ruolo (contro il Genoa sono stati impiegati Zanetti a destra e Chivu a sinistra, ndr). Con il ritorno di Maicon, o con l’impiego di Faraoni e Nagatomo, le fasce laterali potranno essere sfruttate a dovere, utili soprattutto nelle sovrapposizioni, e negli uno-due con gli attaccanti esterni.

SNEIJDER – Con Gasperini e Ranieri la collocazione dell’olandese era un problema. Con l’avvento di Stramaccioni il suo ruolo nell’Inter potrebbe essere decisivo. Il tecnico romano farà sicuramente affidamento – una volta recuperato – sulla fantasia e sull’estro del trequartista nerazzurro. Probabilmente si cambierà modulo, dal 4-3-3 al 4-3-1-2, schema tattico visto anche nella Primavera. Sneijder dietro le punte, Milito e quasi sicuramente Zarate, per il quale Stramaccioni stravede, sia per la facilità nel saltare l’uomo e sia per l’imprevedibilità delle sue giocate. Tutto starà alla voglia e alla continuità dell’argentino in prestito dalla Lazio.

IL ‘GIAGUARO’ GUARIN – La variabile impazzita potrebbe essere Fredy Guarin. Domenica in pochi minuti ha dimostrato quanto potrà essere utile e determinante il suo apporto. Intensità e personalità in un centrocampo andato spesso in difficoltà nelle ultime due stagioni. Se starà bene, Stramaccioni si affiderà ciecamente su di lui: interno nel centrocampo a tre, oppure trequartista alla Boateng, con il compito di coprire le due fasi di gioco, quella di ripiegamento e quella d’attacco.

 

Raffaele Amato