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Inter, Alvarez si racconta: “Squadra del destino, a scuola mi sedevo in fondo e…”

Ricky Alvarez - Getty Images

INTER, ALVAREZ SI RACCONTA / MILANO – Ospite degli studi di ‘Inter Channel’, il fantasista argentino Ricky Alvarez si è raccontato partendo dal suo trascorso in patria: “Buenos Aires è la mia città, dove sono nato e ho vissuto tutta la mia vita e adesso mi manca un po’, ma porto sempre con me i ricordi. Di notte è bellissima: ci sono tanti posti per mangiare, per ballare… per me è la più bella al mondo. A scuola andavo così così, ero di quelli che si sedeva agli ultimi banchi e faceva un po’ di casino… Se non era per i miei genitori rimanevo in strada a giocare a calcio, ma per i ragazzi è una cosa importante”. Sulla vita privata l’ex Velez rivela: “Sono single e nel tempo libero sono un ragazzo tranquillo cui piace stare a casa con famiglia ed amici. Ho visto Roma e Venezia, ma per vivere preferisco Milano che come città è più tranquilla”.

BOCA JUNIORS E VELEZ – I primi calci Alvarez li ha dati con la maglia del Boca Juniors: “Ho iniziato a giocare a 6-7 anni ed ho tanti bei ricordi: un bambino in Argentina inizia a giocare nella squadra del suo quartiere, poi se interessi ad un top club vanno a parlano coi genitori”. Ma è con la maglia del Velez che il trequartista argentino si consacra al grande calcio: “Lì ho passato tanti momenti belli, ho conosciuto gente che mi ha fatto sentire bene: quello che ho imparato lo devo a loro ed è grazie a loro se sono diventato quello che sono. Ma ci sono stati anche momenti difficili, con gli infortuni che ti fanno venire voglia di mollare. Ma la mia famiglia e i miei amici mi sono sempre stati vicini e mi hanno dato la forza di andare sempre avanti: il ritorno in campo è stato bellissimo, perchè la cosa che più amo è giocare a calcio”.

INTER – Poi in estate il grande salto e l’avventura Europea: “Il primo giorno all’Inter è stato bellissimo, anche se un po’ difficile: sono arrivato in uno dei club più grandi al mondo, è un stato un sogno che si realizzava. Feci il viaggio con mio padre e parlammo molto: lui è molto critico con me, anche troppo, mi dice sempre di essere me stesso. Tanti argentini all’Inter? Ci pensavo, sono tutti giocatori importanti per il nostro paese, che hanno un nome: è una cosa incredibile giocarci insieme, mi hanno fatto sentire subito uno di loro”. In estate fece parlare molto la foto di Ricky Alvarez bambino con la maglia dell’Inter: “E’ una immagine del destino, quando la misi  non avrei mai pensato un giorno di arrivare a giocare qui, ringrazio Dio. Il gol è il momento più felice di un giocatore: segnare ti fa sempre sentire bene e io mi ricordo tutti quelli che ho fatto, sia quelli facili che quelli difficili. Il primo gol in nerazzurro in Champions League fu molto importante perchè ci diede la possibilità di andare agli ottavi, mentre l’altro col Lecce fu un po’ strano perchè avevo i crampi”. Infine una battuta sulla Nazionale albiceleste: “Quando si comincia a giocare da bambino è il sogno di tutti vestire quella maglia, per fortuna l’ho realizzato e sono tanto felice, il massimo sarebbe giocare ai Mondiali“.