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Inter, Cambiasso si racconta: “Zanetti un fratello, Moratti unico, sulle grigliate…”

Esteban Cambiasso (Getty Images)

 

INTER INTERVISTA CAMBIASSO / MILANO – Protagonista assoluto dell’epopea nerazzurra di successi Esteban Cambiasso è uno dei leader dell’Inter attuale. Acquistato a costo zero dal Real Madrid il suo approdo in nerazzurro passò in secondo piano. Solo dopo prestazioni eccellenti ed una continuità incredibile il ‘Cuchu’ si guadagnò la stima prima dei tifosi e poi di tutti gli addetti ai lavori. Oggi il centrocampista argentino si è raccontato ad ‘Inter Channel’.

INDEPENDIENTE – “Ho iniziato la mia carriera nell’Independiente – ha dichiarato Cambiasso – e lì sono rimasto per tre anni. Ebbi un buon impatto e guadagnai la fiducia dell’allenatore. Quel club lo sento tutt’ora come casa mia, come d’altronde avviene all’Inter“. Il passo successivo fu il passaggio al River Plate: “Lì vinsi il mio primo titolo da calciatore, il torneo di Clausura. Mi ricordo che giocavo da trequartista, esperienza mai più provata successivamente”. Ma il Cuchu si distinse subito anche in nazionale: “Vinsi il Mondiale under 20 in Malesia all’età di 17 anni, ero il più giovane di tutti e fu un’esperienza fantastica. Segnai anche un gol in finale”.

REAL MADRID – Nel 2002 poi l’approdo al Real Madrid, squadra che ne deteneva il cartellino dal 1996. “Era in una squadra di autentici galattici: Beckham, Figo, Zidane, Ronaldo, tutta gente che mi ha insegnato tanto, dal lavoro quotidiano alla voglia di vincere sempre”.

ZANETTI – Nel 2004 l’arrivo all’Inter e l’inizio di una leggenda che continua tutt’ora. Ad Appiano Gentile il ‘Cuchu’ ha trovato l’ambiente ideale ed anche un ‘nuovo fratello’: “Zanetti per me è un fratello trovato nella vita, tra di noi c’è più di una semplice amicizia. Abbiamo cominciato molti progetti insieme, compreso ‘Leoni di Potrero’ dove alleniamo i bambini. Da lui ho imparato lo spirito di sacrificio applicato al calcio”. Altro punto di riferimento all’interno dell’ambiente nerazzurro è sicuramente Massimo Moratti: “Il presidente è una persona squisita, difficile trovare gente così nel mondo del calcio. Ha grande classe nel rapportarsi con noi calciatori”.

MORATTI E GRIGLIATE – Ma all’Inter si sa come divertirsi senza eccessi, come dimostrano le parole dell’argentino: “Organizziamo spesso delle grigliate, io di solito aiuto Samuel con il provolone. Milito e Zanetti invece servono ai tavoli. E’ un bel momento di aggregazione”. Per concludere il ‘Cuchu’ sceglie il momento che più lo ha segnato nella sua carriera di calciatore. “La finale di Champions di Madrid è un momento speciale per me. Mi emoziono ancora quando riguardo le foto con la coppa e la maglia col numero 3 di Facchetti. Tra me e lui c’era un rapporto speciale e per me è stato un grandissimo onore indossare la sua divisa”.

M.D.C.