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Inter, un progetto in cantiere: come colmare il gap da Milan e Juventus

Massimo Moratti - Getty Images

INTER PROGETTO FUTURO GAP MILAN JUVENTUS / MILANO – Ancora una tappa e poi finalmente scorreranno i titoli di coda su questa stagione. L’Inter potrà così dire finalmente addio a quest’annata terribilmente deludente – lo sarebbe un po’ meno in caso di miracoloso terzo posto – e iniziare a programmare quel che sarà, il futuro di una rosa da ricostruire da cima a fondo, con criterio e senza spese folli, rinforzando ogni settore e coprendo ogni lacuna. La conferma di Stramaccioni è sicuramente la prima mossa giusta di Moratti: chi comincia bene è a meta dell’opera, soprattutto un bel segnale rispetto alla scorsa estate, quando fu scelto Gasperini per mancanza di alternative e con scarso entusiasmo da parte del leader maximo nerazzurro, il che ha portato ai risultati che tutti sappiamo. La permanenza di Strama per il presente e per il futuro è la prima pietra al nuovo progetto dell’Inter, un progetto ancora in cantiere: il primo obiettivo sarà quello di recuperare, o al massimo accorciare le distanze, il cosiddetto gap, da Milan e Juventus. Il livello complessivo dell’Inter non è così inferiore a nessuna delle due, seppur la classifica mostra un distacco di diciotto e ventidue punti rispettivamente dalla squadra di Allegri e da quella di Conte. Come recuperare la distanza? Semplice e complicato allo stesso tempo: occorrerà non sbagliare quasi nulla sul mercato, errori come l’acquisto di Forlan potrebbero essere determinanti per un’altra stagione a ridosso di una misera e poco considerata Europa League.

L’Inter ha bisogno di investimenti e di rafforzarsi in tutti i reparti, tranne forse tra i pali, seppur del futuro di Julio Cesar se ne parla un giorno sì e l’altro pure. Il problema del portiere non esiste, il brasiliano anche se non è più un giovincello è comunque uno dei migliori del panorama europeo. Sarebbe inutile andare a spendere cifre per acquistare un altro numero uno, anche perché Julione è legato da un contratto ricco e pluriennale, fino al 2014 per la precisione. Investimenti e puntellamenti serviranno in difesa, visto l’addio di Cordoba e forse di Chivu e Lucio, mentre per Ranocchia quasi certa la permanenza in nerazzurro. Il giovane difensore viene da un’annata disastrosa, ma sarebbe un delitto atroce non puntare su di lui per il futuro, vista anche la moria che c’è in giro di grandi difensori: Samuel perfetto come suo partner (tra l’altro l’argentino ha rinnovato con l’Inter fino al 2013, ndr), mentre qualcosa si dovrà fare sulle corsie esterne: Maicon questa stagione non lo si è visto quasi mai, Nagatomo ha offerto invece prestazioni troppo altalenanti per poterlo considerare un valido titolare. Anche a centrocampo serviranno innesti di grande valore: Cambiasso e Stankovic sono in fase calante, Zanetti è sì un highlander, ma di certo non gli si potrà chiedere di giocare sempre e comunque. L’Inter deve guardare avanti e guardarsi attorno: oltre a Guarin, il cui riscatto del cartellino è fondamentale, i nerazzurri avranno bisogno di almeno un paio di centrocampisti, uno di buona forza fisica e di grande dinamismo, e un altro di buona-ottima tecnica, ideale nella costruzione di gioco e nel palleggio. In aggiunta a tali caratteristiche, in mezzo al campo servirà l’innesto di personalità e carisma, doti necessarie per competere a traguardi importanti, e per duellare alla pari con Milan e Juventus.

In avanti preziosa sarà, o lo potrebbe essere, la conferma di Wesley Sneijder, l’unico nella rosa dell’Inter a poter fare la differenza nelle partite che contano: una sua cessione aumenterebbe il budget per la campagna acquisti, ma diminuirebbe la classe e l’imprevedibilità della squadra nerazzurra. Per l’attacco, oltre al dichiarato obiettivo Lavezzi – l’argentino non vale certo 31 milioni – sarà importante affiancare a Milito un partner giovane e di ottima prospettiva, nel caso, Destro sarebbe perfetto. L’arrivo di un big, o di un grande giocatore di livello internazione sarebbe la ciliegina sulla torta: sognare e sperare, comunque andrà sarà un’estate calda, anzi caldissima…

 

Raffaele Amato