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Inter, Stramaccioni: “Mourinho il mio consigliere. Che emozione allenare questo club”

Andrea Stramaccioni (Getty Images)

INTER, PARLA ANDREA STRAMACCIONI / ROMA – Andrea Stramaccioni è l’uomo nuovo che avanza, è la scelta innovativa del presidente Moratti, la quale, almeno inzialmente, ha fatto molto discutere. Il giovane tecnico romano ha la sfacciataggine del predestinato, la grinta e la determinazione di colui che sa quel che vuole. Strama davanti alle telecamere sembra un attore della commedia romana, burlone e simpatico, una simpatia arguta e mai banale, alla José Mourinho. Molti lo paragonano allo Special One, la speranza dei tifosi interisti è che possa emulare le vittorie del portoghese, ovviamente il più presto possibile: “Mourinho mi ha dato più di un consiglio – ha ammesso al ‘Corriere dello Sport’ Andrea Stramaccioni – E’ stato lui il primo a contattarmi, ama l’Inter, me l’ha scritto anche negli sms”. Non è cosa di tutti i giorni ricevere un messaggio dal tecnico del Real Madrid: “Credevo si trattasse di uno scherzo. Poi chiesi delle lucidazioni al team manager Butti, il quale mi confermò di esser stato lui a dare il mio numero al tecnico lusitano. Ho ascoltato i consigli di José – confida il tecnico nerazzurro – Lo ringrazio, per me è un piacere scambiarmi delle opinioni con il miglior allenatore del mondo“. Tra i tanti messaggi, il più significativo: “Mi ha scritto di ‘non farmi contaminare’, di ‘non cambiare di una virgola‘. Credo di esserci riuscito in questo – ha sottolineato – Il mio obiettivo è imparare e migliorare, ma non stravolgere le mie idee”.

L’OCCASIONE DI UNA VITA – “Dopo due ore di colloquio, il presidente mi comunicò che sarei stato il nuovo allenatore dell’Inter: fu un’emozione incredibile, in quel momento mi passarono tante cose per la testa. Neppure cento anni in Primavera ti preparano alla prima squadra dell’Inter – ha dichiarato Strama – In queste nove partite è come se avessi fatto un master accelerato”. Fra circa un mese riprenderà la nuova stagione dell’Inter, finalmente Stramaccioni potrà iniziare da zero, con una nuova preparazione fisica: “Nei prossimi giorni faremo una riunione. In questo breve periodo ho avuto la fortuna di conoscere a fondo lo spogliatoio e i giocatori – ha spiegato il tecnico – Ho capito che dovrò avere sempre l’intelligenza e l’umiltà di ascoltare. Non sono preoccupato, in questo mi aiuterà anche Moratti: il presidente è straordinario“. Il numero uno della Beneamata ha creduto in lui, lo ha lanciato alla ribalta: “In nerazzurro ho avuto la sensazione di esser stato ‘pesato’ e ‘respirato’. Moratti e il figlio vennero addirittura a vedere la finale della NextGen a Londra, preferendola a Inter-Juventus. Per il mio arrivo in questo club ringrazierò sempre il direttore delle giovanili Samaden, e il direttore sportivo Ausilio – ha evidenziato Stramaccioni – Sono loro che mi hanno voluto, oltre a Caisiraghi (osservatore dell’Inter, ndr), il quale mi ha sempre seguito”.

4-3-3, ZEMAN e SPALLETTI – “Con Luciano ci siamo sentiti, con lui ho un legame forte, anche se al telefono mi ha detto di non dire più questa cosa, altrimenti mi potrei rovinare – ha scherzato Strama – La sua Roma fu una fonte di ispirazione per me, la sua era una squadra di qualità, senza attaccanti veri. Zeman è inimitabile, unico nel suo genere. Di lui o prendi tutto o niente – ha proseguito – Non si può trovare una via di mezzo”. Due trequartisti alle spalle di una punta, un fantasista dietro due attaccanti, ma qual è il modulo preferito da Stramaccioni? “Il migliore è il 4-3-3, ma sono i calciatori a fare il modulo, non viceversa. L’idea di gioco va oltre il singolo, con Sneijder lo interpreti in un modo, senza, in maniera completamente differente”.

CORE DE ROMA – “L’addio al club giallorrosso non fu semplice. Io però, volevo crescere sotto l’aspetto professionale, ma giustamente alla Primavera c’era Alberto De Rossi, un’istituzione a Roma. Menomale nel contratto ci fu l’inserimento di quella famosa clausola – ha raccontato – Io non potevo certo restare a vita negli Allievi. Lasciare Roma fu dolorosissimo, ringrazierò sempre le persone con le quali sono cresciuto”. Il presente e il futuro è a Milano: “Questa città mi ha accolto con grande affetto, qui sto bene”, ha concluso Stramaccioni.

 

 

Raffaele Amato