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Inter, nuovi giocatori non bastano: serve un grande manager

Massimo Moratti (Getty Images)

INTER, CAMPAGNA ACQUISTI FUTURO MANAGER / MILANO – Il calciomercato è il tema principe di ogni giorno. L’Inter, così come gli altri club d’Italia e d’Europa, è in piena campagna acquisti, è sul pezzo, per dirla nel gergo giornalistico. Per ripartire con un nuovo ciclo e per provare a riconquistare importanti successi, la società nerazzurra dovrà investire e programmare il futuro: confermato Stramaccioni, ora le luci della ribalta spettano ai giocatori, ai nuovi arrivi e alle cessioni. Illustre o meno. Tante sono, le lacune e le mancanze di questa Inter: è facile però, parlare e discutere sempre e solo di difensori, di centrocampisti o di attaccanti. Semplice, e a volte noioso, fare una lista di nomi, un elenco di possibilità, molte delle quali fantasiose o irrealizzabili. E’ giusto invece, mettere in risalto uno dei maggiori difetti che attanaglia la Beneamata e la sua società: la mancanza di un uomo forte, di un dirigente a tutto tondo, abile a sviare notizie e a tenere in pugno tecnico e squadra. Un grande manager, un grande gestore di mercato e di uomini, ancor prima che di giocatori. Per il club nerazzurro, e in particolare per il suo presidente Moratti, sarebbe la panacea di tutti i mali, l’ordine nel caos, caos messosi in luce anche nelle ultime dichiarazioni rilasciate ai media olandesi da Wesley Sneijder. L’olandese, forse senza autorizzazione della sua stessa società, ha detto che ‘non ho giocato contro la Lazio perché non era una gara importante’, dimostrando una volta per tutte non tanto attaccamento alla maglia nerazzurra, e soprattutto poco rispetto per i suoi compagni e per la stessa società.

Proprio in quest’ultimo episodio sono venuti a galla tutti i mali della dirigenza nerazzurra: i giocatori dell’Inter parlano tanto e quando vogliono, senza accorgersi di arrecare molti danni al club e ai suoi tifosi. Tutto questo non accadrebbe con un grande dirigente alle spalle, con un uomo pronto a sopperire i difetti del suo presidente, il quale ha sempre ragionato principalmente da tifoso – ottenendo anche grandi vittorie – anteponendo gli interessi dei singoli giocatori a quelli della stessa società. Moratti avrebbe bisogno di un ‘Anchorman’, di un condottiero forte e carismatico, non sul campo, bensì dietro una scrivania. Che possa accadere una cosa del genere, che il numero uno nerazzurro possa decidere di affidarsi a un manager bravo ed esperto è difficile crederlo, tantopiù immaginarlo: peccato però, l’arrivo di un fuoriclasse nella stanza dei bottoni di Corso Vittorio Emanuele sarebbe davvero un grande colpo di mercato, altro che Palacio.

 

Raffaele Amato