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Inter, Moratti “volta pagina”: ma la rivoluzione ha una pesante anomalia…

Maicon, Julio Cesar e Lucio (Getty Images)


INTER, RIVOLUZIONE ANOMALA / MILANO – C’era un volta Sarti, Burgnich, Facchetti… Era la Grande Inter di Herrera, quella dei successi in bianco e nero con papà Angelo Moratti alla presidenza. C’è stata poi la seconda Grande Inter, quella di Mourinho con Massimo Moratti presidente, che iniziava con Julio Cesar, Maicon, Lucio… Ma la stagione 2012-13 sarà una sorta di anno zero per i nerazzurri: dopo tante stagioni piene di successi è tempo di “voltare pagina” per usare le parole del patron interista. Via dunque alla rivoluzione: via i campioni del Triplete, ormai troppo avanti con l’età e soprattutto troppo costosi, dentro giocatori importanti ma più giovani e con ingaggi nettamente inferiori.

Il primo è stato Lucio: risoluzione del contratto e firma con gli acerrimi rivali della Juventus. Il secondo Forlan, poco rimpianto dal popolo nerazzurro, finito in Brasile. Il prossimo sarà Julio Cesar, chiuso dall’arrivo di Handanovic e bistrattato dalla dirigenza nerazzurra che spinge per mandarlo via in barba alle oltre 300 presenze con l’Inter del portierone brasiliano. Sorte analoga spetta a Maicon (l’unico giocatore dalla cui cessione potrebbero arrivare dei soldi) e a Stankovic. Tralasciando il discorso legato alla condivisione o meno della politica intrapresa dall’Inter, i tifosi più attenti avranno certamente notato una pesante anomalia. Da Zanetti a Cambiasso passando per Milito e Samuel: gli unici senatori a passare indenni dall’epurazione sono tutti argentini, considerato che Chivu ha rinnovato il contratto a circa la metà rispetto al passato.

I ben pensanti fanno notare che il capitano è intoccabile, il Cuchu è un leader fuori e dentro il campo, il Principe è l’attaccante più in forma e più prolifico e il Muro è stato il miglior difensore della scorsa stagione. Inoltre la nuova Inter non può fondarsi solo sui giovani, ma deve essere un giusto mix tra senatori e talenti emergenti. Ai maligni, invece, tornano alla mente le parole di Ibrahimovic, secondo cui lo spogliatoio nerazzurro è diviso in clan: argentini da una parte, brasiliani dall’altra, e così via. Di qualsiasi partito siano i tifosi, a tutti l’unica cosa che interessa veramente è che l’Inter torni a vincere. Il resto sono solo chiacchiere.

Maurizio Russo