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Inter, da Moratti agli sceicchi: i tempi (non) cambiano

Massimo Moratti

INTER MASSIMO MORATTI SCEICCHI SPESE FOLLI / MILANO – “Un tempo non molto lontano ero come voi”, direbbe Moratti (immaginiamo noi) sulla sua poltrona. Davanti a lui un mega-televisore (non comprato da Preziosi stavolta) che annuncia l’acquisto ormai imminente di Lucas da parte del Psg. Nel frattempo, il telefono che squilla: è Marco Branca, fidato collaboratore da anni e anni. Il suo braccio destro lo chiama per avvisarlo: “il talento brasiliano ci è scappato via caro presidente”. Una conversazione pressoché inutile, visto che Moratti già sapeva tutto.

Sapeva e sa che i bei tempi sono finiti. Che le grandi spese, i grandi investimenti del calcio mercato Inter, le follie, fanno ormai parte del passato. Un passato costellato da molti, incalcolabili acquisti del numero uno nerazzurro, una volta impegnato giorno dopo giorno ad accontentare se stesso o i suoi allenatori. Da Ronaldo, pagato 50 miliardi di lire, al Chino Recoba, a cui venne rinnovato un contratto a cifre spropositate solo perché si vociferava di un interesse nei suoi confronti della Juventus degli Azzeccagarbugli Moggi e Giraudo. Come dimenticare l’acquisto di Bobo Vieri, 90 miliardi: più o meno i 45 milioni (presunti) che verserà Leonardo nelle casse del San Paolo per Lucas.

Il Moratti di ieri acquistava a destra e sinistra come gli sceicchi di oggi. Niente di meno, niente di più. Solo alcuni anni fa, le italiane ‘rapinavano’ non appena potevano i migliori talenti o i grandi campioni del calcio francese e non solo. Oggi, nel 2012 avviene precisamente il contrario. La ruota è girata, e non sarà certo il Fair Play Finanziario a fermare l’escalation delle grandi potenze del calcio europeo. L’unico salvagente per l’Inter potrebbe arrivare dal lancio graduale ma costante dei migliori giovani: un progetto tecnico, insomma. Una programmazione a lungo termine e ad ampio raggio, ma servirà pazienza. Molta pazienza. Moratti e i tifosi interisti sapranno aspettare?

 

Raffaele Amato