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Inter, Ranocchia e il confronto con Materazzi: “Ecco cosa mi manca per arrivare al suo livello”

Andrea Ranocchia (Getty Images)

INTER, INTERVISTA DI ANDREA RANOCCHIA / MILANO – Chi si rivede. Meglio tardi che mai. E’ ritornato Ranocchia, quello vero. Lo spilungone elegante e promettente visto in serie C, poi a Bari e Genova. Per durare a lungo, prendersi per tanti anni la guida di una Ferrari un po’ in là con gli anni, ma con qualche giovane meccanico pronta a rimetterla in sesto. Il centrale nato ad Assisi ventiquattro anni fa, ha dovuto subire assai critiche in questi ultimi mesi, tutte figlie delle sciagure della passata stagione, ancora tremendamente vive nella mente di ogni tifoso dell’Inter.

Muto come un pesce, il buon Andrea ha assimilato tutto, digerito bocconi amari, amarissimi. Un’estate all’insegna del mercato. Resti o vai via? “Non lo so”, questa la sua risposta a un fan nerazzurro nel giorno del raduno. Alla fine, è rimasto. Con molte incognite, di chi soprattutto lo aveva bocciato in così poco tempo. E ora, eccolo qua. Più forte di prima, con un nome – il suo – da tutelare, da difendere fino agli estremi. “Quest’anno ce la sto mettendo tutta”, ha dichiarato a ‘Inter Channel’. Un messaggio a se stesso, innanzitutto. L’uomo-spogliatoio del futuro, chissà. Magari, non prima di aver chiesto consigli al suo grande amico, nonché ex compagno di squadra Marco Materazzi: “Mi manca un po’ della sua cattiveria, anche lui me lo sottolinea sempre”.

Il numero 23 è sulle sue spalle ora, decise ad accollarsi un’eredità pesante, quasi autorevole dinanzi al gruppo. Benedizione migliore non poteva avvenire, comunque. Proprio di chi con quel numero ha vinto tutto: “In campo sta dimostrando tutto il suo valore – ha evidenziato Materazzi – Non ha bisogno dei miei consigli, conosco le sue qualità. In campo sta rispondendo appieno a tutte le critiche dei mesi scorsi, che spesso sono state ingiuste ed eccessive“. Il domani nerazzurro è di Ranocchia. Maturato e cresciuto mentalmente. Perché è la testa che rende poi tutto più semplice. La bravura fa il resto.

 

Raffaele Amato