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Inter, dal mercato allo stadio: le grandi manovre di Moratti

Massimo Moratti (Getty Images)

INTER, DAL MERCATO ALLO STADIO LE MANOVRE DI MORATTI / MILANO – Un uomo solo al comando. Non per molto, forse. Massimo Moratti non ne può più della sua Inter costruita in modo piramidale. Un presidente in vetta, ma anche un solo proprietario. Vuole allargare gli orizzonti, lo ha già fatto in realtà. Per un unico scopo: rafforzare la società, economicamente parlando. Altri soci, due in arrivo. Dalla Cina con furore, e si spera con un bella vagonata di liquidità. Ecco perché è stata stretta quest’estate una partnership forte con degli investitori dagli occhi a mandorla. Capitanati da un certo Kenneth Huang, affarista ultramilionario in cerca di fortuna e pubblicità fuori dai confini orientali.

Quella, invece, con la CRCC, multinazionale dedita all’edilizia di prestigio, si riferisce (visto che qualcuno ancora si confonde) con il solo progetto ‘stadio’. Un impianto di proprietà che dovrebbe sorgere in una zona indefinita di Milano, entro il 2017. Burocrazia permettendo. All’est prosegue la campagna del presidente dell’Inter, vestitosi da ministro degli Esteri e delle Finanze per l’occasione. L’altra occasione è giunta grazie all’allenza con la Rosneft (compagnia petrolifera russa) da parte della Saras, a cui capo c’è proprio il numero uno di Corso Vittorio Emanuele. La nuova strategia economica di espansione potrebbe generare, in futuro (lontano?) riscontri positivi sotto il profilo sportivo.

Perché senza soldi si fa poco o nulla, soprattutto, non si possono comprare grandi giocatori. Quelli che servirebbero a Stramaccioni per completare e rafforzare la sua squadra. E’ così, che cominciano ad aleggiare nell’aria sogni di mercato: realtà, comunque concrete. Come quella che porta a Paulinho, a gennaio. O a Giuseppe Rossi, per la prossima estate. Non i vari Messi e Ronaldo, insomma. Ottimi o quasi super-giocatori. Sarà necessario, però, che i soldi cinesi e russi entrino, veramente nelle casse della società. Che il fumo faccia poi l’arrosto. Moratti manovra, spera di avere al più presto un club globalizzato e aperto al mondo. Aperto, ci par di capire, a nuovi soci. Per forza di cose, ricchi. Altrimenti non se ne fa niente.

 

Raffaele Amato