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Inter, il ‘tre’ porta bene a Strama: effetto trasferta e l’amuleto Cassano

I giocatori dell'Inter (Getty Images)

INTER, IN TRASFERTA MARCIA TRIONFANTE EFFETTO CASSANO / MILANO – Si chiama Inter da trasferta, quella che non sbaglia un colpo. Fuori casa, sempre vittoriosa. Tre su tre, un successo dopo l’altro per la squadra di Stramaccioni. Che arranca e perde a ‘San Siro’, che morde e fugge nello stadio degli altri. Prima Pescara, poi Torino, e infine Verona. Insisti, persisti, raggiungi e alla fine conquisti. Due gol allo spauracchio Chievo, più malneabile rispetto alle passate stagioni. Cinici e concreti, basta una zampata di Pereira, in ombra fino al gol, e il timbro di Cassano, autentico amuleto della formazione nerazzurra. Assist alla prima giornata, in gol alla seconda, alla terza e alla quinta di campionato. Nessuno si aspettava un inizio così decisivo del FantaAntonio nazionale. E non è ancora in perfette condizioni. Approfitta dell’infortunio del suo amico Sneijder per entrare in campo e mettere in confusione la difesa del Chievo. Ci riesce a sprazzi, ma è l’unico a servire ogni tanto un pallone decente. Strama ha lanciato e sperimentato la difesa a tre: la squadra è sembrata più corta rispetto alle precedenti uscite, ma ha comunque concesso più di una palla gol ai suoi avvresari, Pellissier su tutti. Qualche svarione di troppo dei tre difensori per poco non hanno combinato il patatrac. Nel momento peggiore, ecco la mossa del felino con la cipolla in testa. Tocco sotto porta e palla in rete. Preciso l’assist dell’onnipresente Nagatomo, molla che fa avanti e indietro sulla fascia. Ieri meno, anche perché Zanetti ha girovagato da quelle parti.

Il resto dei novanta minuti di assoluta monotonia. Qualche buon tiro in porta, un palo su punizione di Cruzado ma nulla più. Chievo in disarmo, senza benzina nel suo motore. Timida e impacciata, con un atteggiamento sciatto. Inammissibile contro una big, seppur in difficoltà. L’Inter non è bella da vedere, ma è efficace. Due occasioni, due gol. Chapeau. Modulo nuovo o no, le statistiche hanno il loro peso. In trasferta la Strama-band vince sempre. Non è un caso. Meno responsabilità, meno ossessione di dover per forza tenere il pallino del gioco. Anche perché, con i giocatori a disposizione non si può. Quando hai Cambiasso, Guarin e Zanetti in mezzo al campo, sei obbligato ad attendere l’avversario e ripartire. Non puoi fare altrimenti. Non c’è un regista che possa impostare una trama di gioco, né un centrocampista d’attacco. Inter più capelliana che zemaniana. Zero gol subiti in tre partite lontano da Milano, bei numeri. A confronto con i cinque subiti a ‘San Siro’. Non c’è paragone, insomma. Fra pochi giorni il vero banco di prova. La Fiorentina. Che, come la Roma, gioca e ti costringe a correre. Obiettivo: spostare l’effetto trasferta in casa. Spezzare l’incantesimo una volta per tutte. Intanto, si torna a sorridere.

 

Raffaele Amato