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Inter, Zanetti: “In panchina ho sofferto. Ora accettiamo la difesa a tre perchè…”

Javier Zanetti (Getty Images)

INTER, PARLA ZANETTI / MILANO – In occasione della festa organizzata per l’undicesimo anniversario della ‘Fundacion Pupi’, Javier Zanetti non ha lesinato dichiarazioni importanti sull’Inter e sulla stagione nerazzurra, partita con alti e bassi ma che, può ancora regalare soddisfazioni: “L’ottimismo in questa squadra c’è, perché dopo ogni difficoltà abbiamo sempre risposto – le parole del Capitano riportate da ‘inter.it’ – Dobbiamo fare in modo di continuare così per far sì che anche i giovani facciano il meglio per questa Inter. Sneijder un problema per la sua collocazione tattica? Non credo proprio, anche perché il suo infortunio è arrivato a inizio partita, dove sapevamo che avremmo avuto dei problemi a causa dei pochi spazi. L’importante è capire che dobbiamo lavorare tantissimo per assimilare questo modulo di gioco”.

E proprio sull’introduzione della difesa a tre, il Capitano spiega gli albori di questa nuova idea tattica: “Abbiamo parlato tanto con Stramaccioni e abbiamo concordato che, per i giocatori che abbiamo e per le loro caratteristiche, quel tipo di assetto sarebbe stata l’ideale. A Verona la prima partita con questo sistema di gioco: sappiamo che dobbiamo lavorare, ma l’importante è continuare a farlo con la convinzione di poter perseguire quest’idea”.

I giocatori dell’Inter non erano sembrati altrettanto propensi a sposare la difesa a tre quando c’era Gasperini: “Non farei un confronto con Stramaccioni, perché l’anno scorso c’erano giocatori con caratteristiche diverse. Siamo arrivati alla difesa a tre dopo dodici partite in cui abbiamo visto che ci mancava un po’ di equilibrio”. Chiusura sulla prima panchina dopo quattro anni, quella nella sfortunata partita contro il Siena: “Ho sofferto perché da fuori si soffre, ma la panchina è una cosa normalissima. Il mister sa che io sono sempre a disposizione. So che sta nascendo un’Inter nuova, ma io sono con il mister dentro e fuori il campo. Questa è la linea da seguire”. Quando si dice un capitano, vero.

Marco Macca