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Inter, Samuel il ‘timido’ si racconta: “Parlo poco ma in campo do tutto. Gli obiettivi futuri…”

Walter Samuel (Getty Images)

INTER, INTERVISTA DI WALTER SAMUEL / MILANO – Guai a trovarselo di fronte. Con la sua esperienza e la sua freddezza butterebbe giù anche un toro. Sul campo conosciamo tutti il suo valore, la sua vita privata, invece, è una vera incognita. “Sono timido, non parlo tanto coi giornalisti – ha spiegato Walter Samuel ai microfoni di ‘Inter Channel’ – Parlare troppo non fa per me, cerco solo di dare tutto me stesso in campo”. Dieci derby dal primo minuto, dieci vittorie, una garanzia assoluta l’argentino. Il Muro si è eretto pian piano, partendo dal Newell’s Old Boys, passando per Boca Juniors e Italia, finalmente. O per fortuna: “Il mio sogno non era venire in Europa, anche perché giocavo nel club più importante d’Argentina, di cui sono tifoso. E’ stato difficile lasciare il mio Paese, adesso però sono contento di vivere a Milano – ha aggiunto – Mi trovo davvero bene, poi i miei figli sono praticamente nati qui”. Tre figli, due maschi e una femmina: “Il maschio ‘di mezzo’ mi assomiglia, ha un carattere chiuso come me, io comunque non obbligherò loro a giocare a calcio”.

INTERMIX – Quattro vittorie consecutive tra campionato ed Europa League, la nuova Inter ha cominciato a volare. Sì, ma per arrivare dove? “L’obiettivo è quello di raggiungere i traguardi più alti – ha spiegato il difensore nerazzurro – Di partita in partita dovremo migliorare, proseguendo così, si spera, nel migliore dei modi il nostro percorso”. Qualche buon acquisto c’è stato, ma l’anima è rimasta legata al vecchio gruppo storico, o almeno a quello che n’è rimasto: “C’è un bel mix, giovani ed esperti. Abbiamo cambiato tanto, alcuni calciatori importanti sono andati via, quindi è normale che ci vorrà ulteriore tempo per ottenere dei buoni risultati”.

CRITICA, FUTURO E TIFOSI – A trentaquattro anni è giusto pensare al ‘domani’. Che potrebbe essere, e perché no, ancora nel calcio: “Vedremo, su questo non ho ancora riflettuto”. Magari nelle vesti di allenatore: “Non so, sin da piccolo il calcio è tutto per me“. Calciatore o allenatore, dalle critiche comunque non potrà scappare. Positive e nagative: “Accetto tutte le opinioni, tranne quando si va sul personale – ha spiegato il Muro – Io sono il primo che faccio autocritica, so benissimo quando ho reso al massimo e quando no”. Anche i tifosi non scherzano con le critiche: “Invece con loro ho un rapporto meraviglioso, nei periodi in cui ero infortunato mi sono sempre stati vicino. Li ringrazierò a vita”.

 

Raffaele Amato