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Bologna-Inter, Stramaccioni risponde alle critiche: “Non esiste Inter B e non penso alla Juve”

Andrea Stramaccioni (Getty Images)

BOLOGNA-INTER, CONFERENZA STRAMACCIONI / MILANO – Prima i risultati, poi la continuità, ora il gioco. L’Inter cerca di perfezionarsi e di mantenere l’incredibile score in trasferta, dove finora ha sempre vinto senza mai prendere gol, cercando i tre punti anche sul campo del Bologna: “La cosa che mi interessa è continuare a crescere, giovedì abbiamo vinto una gara difficile, ma siamo consci che non abbiamo fatto niente – ha dichiarato Andrea Stramaccioni in conferenza stampa – La grinta nell’allenamento di oggi dimostra la voglia di fare bene. La classifica possiamo vederla dopo il girone di andata: dopo aver incontrato tutti si può dare un giudizio parziale, ora è troppo presto anche se le cose stanno andando bene. Contro il Bologna sarà una partita importante, una trasferta difficile contro squadra che in casa ha fatto bene ed ha bisogno di punti: hanno voglia di fare bene e Pioli ha già dimostrato le sue qualità, nelle grandi partite sono sempre stati offensivi e hanno messo in difficoltà le big. Poi Bologna è una città speciale per me: ci ho vissuto dai 14 anni e sono diventato un ometto, crescendo lontano dai genitori. E’ lo stadio in cui sognavo di giocare in Serie A, ora ci arrivo felice da allenatore dell’Inter.Noi dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra rispetto e fame per impegno europeo ed il campionato: non è mai scesa in campo un’Inter B, ma sempre una squadra motivata che mi ha messo in difficoltà per le scelte future. Tutti sanno che possono mettersi in mostra negli allenamenti, poi io mando in campo sempre i giocatori più motivati“.

CRITICHE E JUVENTUS – L’Inter ha centrato giovedì la sesta vittoria consecutiva, eppure sono arrivate critiche per il gioco espressoe per i successi raggiunti soffrendo: “Per indole guardo sempre le cose che non vanno per correggerle: mi interessa non vedere gli stessi errori e da agosto ad oggi siamo migliorati – prosegue Stramaccioni – Abbiamo dimostrato anche continuità mentale, visto che tutte le italiane hanno fatto fatica in coppa…“. Tra otto giorni c’è il derby d’Italia, ma prima ci sono le partite contro Bologna e Sampdoria: “Non posso pensare alla Juve che è la terza partita: io vivo tutte le gare come se fossero l’ultima: l’unica cosa a cui posso pensare è che giochiamo tre partite in una settimana e quindi devo programmare gli allenamenti in base a questo”.

CASSANO, COUTINHO E PALACIO – Il tecnico nerazzurro ha parlato anche dei singoli, a partire da Cassano che sarà titolare anche a Bologna: “Di quelli davanti è quello che sta facendo meglio e non rinuncio ai tre giocatori d’attacco. Era dispiaciuto per il gol sbagliato col Partizan, ma ha fatto bene nel momento in cui stavamo soffrendo di più. A 20 minuti dalla fine volevo vincere e ho messo Milito: avere giocatori così forti davanti mi permette di variare. Coutinho? Mi dispiace per l’infortunio perchè è un ragazzo d’0ro e adesso è triste perchè era in un ottimo momento e sta dimostrando di essere da Inter. Il suo stop, sommato a quello di Sneijder, ci fa perdere due elementi di grande qualità, ma non possiamo dipendere da due soli giocatori: possiamo fare bene anche senza di loro. Palacio? Avevo detto che insieme agli altri attaccanti ha tanta qualità: hanno tutti caratteristiche diverse e con Cassano, Milito e Sneijder può essere pericolosissimo, poi il fiuto del gol è uno dei motivi per cui è arrivato qui”.

ALVAREZ E GUARIN – Tra le note dolenti, invece, ci sono le prestazioni al ribasso di Alvarez e Guarin. “Ricky sta bene e lo dimostra il fatto che si è presentato due volte davanti al portiere contro il Catania: se faceva il primo gol veniva giù lo stadio perchè aveva fatto una giocata fantastica. Anche a Torino ha cambiato la partita quando è entrato: purtroppo l’operazione a inizio anno mi ha costretto a non metterlo nella lista Uefa e quindi non ha avuto un minutaggio importante – spiega Stramaccioni – Guarin invece non sta facendo benissimo come all’inizio, ma la partita di un centrocampista con tre giocatori davanti e tre dietro è diversa: lui diventa devastante quando c’è una punta e può inserirsi, quindi ora è meno appariscente”.