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Inter, i 60 anni di Oriali: “Strama un grande gestore di uomini, ma…”

Gabriele Oriali - Getty Images

INTER 60 ANNI GABRIELE ORIALI STRAMACCIONI PASSATO / MILANO – Il 25 novembre del 1952 nacque il mediano per eccellenza, nacque Lele Oriali. Como, cittadina tranquilla. L’indimenticabile Gianni Brera (i cui testi andrebbero studiati all’Università), lo soprannominò ‘Piper‘, per la sua capacità di muoversi in tutto il campo di gioco come una pallina di acciaio: “Ero juventino, mio papà mi aveva portato a Varese a vedere la Juve di Castano e Salvadore – ha dichiarato a ‘La Gazzetta dello Sport’ – il mio idolo era Menichelli, un’ala sinistra. Ma per 100 mila lire a 13 anni passai all’Inter e da quel momento interista a vita“. Dal passato, ricco di ricordi e impossibile da riportare con il prestigio che merita in un umile articolo, al presente. Che non è nerazzurro, almeno personalmente: “Ho lavorato con Mancini, bravo e fortunato; con Mourinho, abile e furbo, 11 anni culminati con la Champions a Madrid. Tornammo per incontrare i tifosi e alle cinque del mattino nel garage dello stadio trovai Ligabue con suo figlio che mi aspettava. Da quellla notte non sono mai più andato al ‘Meazza’. Una questione di carattere“. E di scelta, quella di Moratti. Il quale decise di allontanrlo, a vantaggio del fido Marco Branca. Ora l’Inter ha ripreso un cammino positivo, si spera importante. Grazie, soprattutto, ad Andrea Stramaccioni: “Il mister è bravo a tenere unito il gruppo, ma va lasciato tranquillo“, il messaggio finale di un sessantenne che resterà per sempre nei cuori di tutti i tifosi interisti e, perché no, di chi vive il calcio con la sola passione e il solo trasporto, lontano dalla schizofrenia campanilistica.

 

Raffaele Amato