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Inter, Juan Jesus: “Accetto la sfida di Coutinho. Quando arriva Cassano…”

Juan Jesus scherza con Coutinho (Getty Images)

INTER, JUAN JESUS COUTINHO CASSANO STRAMACCIONI / MILANO – Volitivo ed energico, da battaglia e amante del pallone, a metà strada tra Lucio e Samuel. Paragoni grossi, grandi campioni avanti, tanto, con l’età. Juan Jesus è il fiore all’occhiello del mercato nerazzurro, anzi, degli ultimi quattro. Dal gennaio 2011 alla Pinetina, alcuni mesi di ambientamento e via. Pronto subito per i palcoscenici importanti, per le sfide che contano: “All’inizio non giocavo mai, poi col tempo tutto è cambiato. Ora sto dando il mio contributo alla squadra, spero ovviamente di poterlo dare anche negli anni a venire”, ha dichiarato il verdemarelo ai microfoni di ‘Inter Channel’. Calcio brasiliano e calcio italiano, differenze nette, scontate: “Nel mio Paese si gioca più di corsa e velocità, mentre qui c’è molto più tatticismo. Difficoltà nell’ambientarmi non ne ho avute, forse perchè l’Internacional proponeva anch’essa un calcio all’italiana”.

TUTTO IN FAMIGLIA – Qualche suo connazionale è andato via dall’Inter nell’estate scorsa, ma l’affiatamento coi suoi compagni è ugualmente forte, a dispetto di chi (s)parla di presunti clan (argentini contro brasiliani) all’interno dello spogliatoio: “L’ambiente è molto familiare, ora ho anche conquistato l’affetto dei tifosi: mi hanno preso in simpatia, sono contento. Mi trovo bene con i miei compagni – ha spiegato Juan Jesus – Milito è il più forte di tutti, il più difficile da affrontare in allenamento; Ranocchia eccezionale, un futuro leader; Samuel un esempio, come lo è stato anche Cordoba; Cassano? Scherza sempre. Quando arriva al campo saluta tutti, ma allo stesso tempo vuole che ognuno di noi faccia lo stesso con lui. Che risate!”. Ha escluso il suo amico del cuore, Philippe Coutinho… : “Con lui mi diverto molto, ah accetto la sua sfida: sono timido, ma un po’ so ballare. Vedremo chi sarà più bravo tra me e lui”.

SOGNI E SPERANZE – I meriti di Stramaccioni sono tanti, è lui che in estate bloccò la partenza in prestito del brasiliano: “Il mister è bravissimo, giovane ma in gamba. Lo ringrazierò sempre per la fiducia datami”. Chiusura in bellezza, sogno, aspirazione, e infine una speranza: “Mi manca solo il gol, a marcare sono diventato bravo ormai. Ho due sogni: il mondiale con il mio Brasile e restare qui all’Inter per altri quindici-venti anni, come Zanetti. Stadio ‘Meazza’, che emozione! quando vinciamo mi diverto a festeggiare insieme alla curva”, ha concluso il bimbo Juan. Un nome, una garanzia. Per il futuro.

 

Raffaele Amato