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Inter: quando a regnare è l’ambiguità

Wesley Sneijder (Getty Images)

CALCIOMERCATO INTER DUBBI FUTURO SNEIJDER / MILANO – Partito prima, per tornare dopo. Bella e lunga vacanza, per Sneijder. Non meritata, a esser cattivi e pignoli (e giusti). L’ingarbugliata e svilente vicenda ha un po’ minato la prima parte di stagione dell’Inter, positiva più del previsto. Se non rinnovi, non giochi. Ormai questa frase, detta, speriam per lui inconsciamente, da Branca un mese fa circa, risuona a più riprese sia nella mente dei tifosi sia in quella di chi, come noi, è costretto (la passione è rimasta intatta, per ora) a parlare nonché approfondire, senza ansietà di tifo, tale o qualsivoglia argomento calcistico. L’ambiguità regna sovrana, ovunque ti giri, ovunque uno legga. Da ambo le parti, giusto per non farsi mancare alcunché. L’Inter ha dapprima messo alla porta l’olandese, imponendo un aut aut bulgaro, al di là dei guadagni del calciatore: parlare degli stipendi di operai e così via significherebbe fare solo autentico ‘populismo’; coloro che tiran calci a un pallone non sono gli unici a intascare alte somme, basti pensare a quelli dei dirigenti di società, degli allenatori, o anche di chi governa, ahinoi da decenni, tutto il sistema sportivo.

Dicevamo: la società nerazzurra inizialmente ha assunto un atteggiamento duro, forte, imponendo sibillinamente al suo allenatore di sbarrare la porta al trequartista, concedendo poi, sempre a quest’ultimo, la partenza prima del tempo, prima dei suoi colleghi e compagni, per le ferie invernali; ulteriori, viste le sue poche e deficitarie (per dire molto negative) esibizioni di questa stagione. Dandoli inoltre, l’abbiamo scoperto oggi, anche un permesso per rientrare un giorno dopo rispetto al resto della rosa.

Stranezze dell’Inter, discontinua e confusionaria anche nelle questioni banali: la fermezza sarebbe dovuta durare fino in fondo, senza se e senza ma. Non concedendo permessi ‘premio’ o qualsiasi altro benefit fuori tempo massimo. Ambiguità e chiacchiere, anche da parte di Sneijder. Amore per l’Inter, dichiarato alla stampa o tramite Twitter: twitta lui e la moglie. Twitterebbe anche il loro cane, se solo gli insegnassero a usare la tecnologia di oggi. Nessuno lo vuole, l’Inter non sembra intenzionato a regalarlo come carta da forno. Insomma, come finirà? Non c’è limite al peggio, questo è sicuro.

 

Raffaele Amato