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Mercato, Chivu: “La magia dell’Inter e perché ho deciso di restare”

Cristian Chivu (Getty Images)

CALCIOMERCATO INTER CRISTIAN CHIVU FUTURO / MILANO – Certi amori, sono unici. Mettiamoci: soldi, al primo posto, città, al secondo; e per ultimo, la maglia. Che, per l’occasione, è quella nerazzurra. Il cuore, è da parte. Cuore, e tanto altro, ce ne mette ogniqualvolta scende in campo; lui, il romeno più infortunato della storia: Cristian Chivu. Difensore moderno ancora oggi, alla bellezza di 32 anni. Detta i tempi, tra l’altro l’unica cosa che gli riesce davvero bene, difende e sbraita, come un leone in gabbia. Gabbia tartassata dagli avversari, la retroguardia dell’Inter è come la groviera, piena di buchi qua e là; ma gabbia anche dorata, visto il sontuoso ingaggio da oltre 2 milioni che percepisce da Massimo Moratti: “Il tema ‘ingaggi’ è un argomento molto delicato – ha dichiarato Chivu ai microfoni di ‘Inter Channel’ -: andare da un calciatore per dire che in quello stesso periodo deve ridursi lo stipendio può portare a delle considerazioni ovvie, del tipo ‘è una cosa che mi avete offerto voi, non avevate una pistola puntata alla tempia‘. Io ho accettato la nuova offerta dell’Inter perchè mi sento di casa e perché credo fermamente in questo progetto: la società mi ha voluto, l’allenatore anche, anzi di più. Sento affetto e stima da parte dei miei ompagni”.

Argomenti seri, stipendi dei calciatori e il modus operandi di club e presidenti, troppo seri per essere affrontati così, al girar dei mulini. Meglio pensare ad altro, al futuro. Scudetto, col casco: “Lo faccio tricolore se vinciamo il campionato: dopo quell’infortunio sono diventato più forte, vivere una cosa del genere ti aiuta a guardare quelli che sono i problemi veri, che vanno oltre una partita persa. Oggi come oggi riesco a superare tutto molto più facilmente perchè la vita vale più di ogni altra cosa”. Brutta ‘botta’ in quel di Verona. Fatidica, un segnale, forse, prima del fantastico ‘triplete’. Due anni di contratto, più opzione per il terzo; e poi? “Tornerò in Romania perchè ho un po’ di nostalgia, sono 15 anni che sono andato via da casa, in giro per il mondo e non vedo l’ora di tornare – ha spiegato in conclusione, come riporta ‘Inter.it’ -: non farò l’allenatore, per questo ruolo non mi ci sento portato. Credo di poter dare il mio contributo con tutti questi anni di esperienza che ho fatto sia in Olanda che in Italia per riportare il calcio rumeno a qualcosa di più”.

 

Raffaele Amato