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Inter, i cinque assi nerazzurri

Luca Caldirola (Getty Images)

INTER, I CINQUE ASSI NERAZZURRI / MILANO – La nazionale under 21 dell’Italia è piena di talenti, anche se non sappiamo quale livello i ragazzi di Devis Mangia potranno raggiungere nei prossimi anni. E’ balzato agli occhi, però, il reparto arretrato dell’undici mandato in campo dal c.t. azzurro, composto esclusivamente da calciatori nerazzurri. Ma non è tutto oro quello che luccica, ecco perché: a cominciare dal portiere Bardi, promettente numero uno, ora in prestito al Novara. Il classe ’92, dopo l’arrivo in estate di Samir Handanovic, molto difficilmente troverà posto nella rosa nerazzurra – come possibile titolare – nei prossimi anni. Poi Donati (classe ’90), che esordì con la maglia dell’Inter nel dicembre 2009: contro il Livorno in Coppa Italia (1-0). Il laterale destro gioca ora a titolo temporaneo nel Grosseto, serie B, ha il contratto in scadenza col club di Moratti nel giugno 2014. E’ stato una giovane matricola e una dimenticata meteora, appre impensabile un suo ritorno alla Pinetina dopo cotanto girovagare. Passando per Matteo Bianchetti (classe ’93), ex fiore all’occhiello della Primavera, girato a Verona per fare esperienza. Il club veneto, però, a giugno potrà esercitare il diritto di riscatto per metà cartellino; Luca Caldirola, il più noto ai tifosi. Dopo tanto vagabondare, a gennaio è ritornato nella sua fedele Brescia, dove resterà, forse, fino al termine di questa stagione. Il suo cartellino, non è una novità, è a metà tra Cesena e Inter. Ha già fatto parte della rosa nerazzurra nella passata stagione, è stato utilizzato da Ranieri (per 45 minuti) in Champions contro il Cska Mosca (1-2 al ‘Meazza’). Infine, Cristiano Biraghi. Il laterale mancino ora è in prestito al Cittadella. E’ un classe’92, esordiente con la maglia della ‘Beneamata’ nel novembre 2010 contro il Twente (per pochi minuti). Ecco, tutto questo per sottolineare una cosa: l’under 21 è in parte nerazzurra, dato significativo, ma il futuro dei calciatori sopraelencati quasi certamente sarà altrove. Non nell’Inter.

 

Raffaele Amato