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Calciomercato, la révolution dell’Inter: a volte ritornano…

Moratti e Leonardo (Getty Images)

CALCIOMERCATO INTER MORATTI-LEONARDO / MILANO – Da una parte, c’è un presidente: che perdona tutti, anche chi in passato lo ha tradito. Dall’altra, un uomo: che ancora non ha deciso cosa fare da grande. I due, forse, potrebbero tornare a lavorare insieme. Come due anni fa, anche se le circostanze tecniche ed economiche son ben differenti rispetto ad allora, al 2011. Un contatto, una chiamata o un semplice pour parler. Francese consolidato nell’italiano, in realtà fa un po’ al caso seguente. La révolution a tinte nerazzurre. Vero o no, qualcosa si muove in seno all’Inter, nella mente e nei desideri del patriarca Moratti. Massimo, figlio di Angelo: presidenti spendaccioni, dal cuore grande e dal portafoglio immenso. Han fatto grande l’Inter, ieri. Nel domani calcistico, che vuol dire dalla prossima stagione, il Moratti junior, stanco delle continue figure barbine del suo grazioso ‘giocattolo’, avrebbe deciso di porre fine, fin da giugno, agli errori dei suoi dirigenti più vicini. Del suo collaboratore più stretto, Marco Branca.

Riportando a Milano colui che nell’avvicinarsi del giugno 2011 lo lasciò con un cerino in mano, preferendo il Dio denaro parigino al nuovo, e mai realizzato, progetto di ricostruzione ‘morattiano’: il fu Leonardo (secondo i media nazionali). Attualmente manager del Paris Saint Germain, ma in rotta, così sembra, con la proprietà capitana dallo sceicco Nasser Al-Khelaifi. Gli ostacoli al retour (nel ruolo di dirigente) del figliol prodigo ‘traditore’ sono essenzialmente due; il primo, di natura economica: il brasiliano percepisce dai ricchi, ma non scemi sceicchi, circa 5 milioni di euro l’anno. Soldi che, al momento, il patron interista spende esclusivamente, perché obbligato, per alcuni giocatori presenti nell’odierna rosa: per Milito, ad esempio. Il secondo, è di natura sentimentale: Branca (grande amico di uno dei figli di Moratti), il papabile epurato, gode ancora di stima e fiducia da parte del numero uno nerazzurro. La rimpatriata col caro ‘vecchio’ e indeciso Leo non è impossibile, a patto che vengano prese precise, e dolorose, decisioni. La révolution, per adesso, è solo su carta.

 

Raffaele Amato