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Inter: due che non t’aspetti, e l’ennesimo infortunio

Ricardo Alvarez e Andrea Stramaccioni (Getty Images)

INTER ROCCHI ALVAREZ INFORTUNIO CASSANO / MILANO – Il bicchiere è vuoto. Al suo interno vi è tutta l’amarezza nerazzurra per la terza sconfitta consecutiva al ‘Meazza’: la più brutta, la più infida. Il terzo posto è una chimera, lo era già in partenza, anche dopo il pareggio rocambolesco del Milan in quel di Firenze. Troppo discontinua, questa Inter, per poter ambire a traguardi importanti. Sfilacciata, debole mentalmente e fisicamente poco brillante. Sprazzi di gioco si sono visti perlopiù nel secondo tempo, quando l’Atalanta, causa risultato negativo, è stata costretta ad aprire il proprio muro difensivo, allargandosi molto sugli esterni, e aggiungendo spessore e forza all’attacco, già forte di par suo grazie all’ingombrante, per la difesa interista, Denis (5 gol all’Inter in questa stagione), assistito prima, durante e dopo da l’imprendibile Bonaventura e dall’ex avvelenato Livaja.

(In)aspettati – Non avrebbero dovuto giocare in situazioni ‘normali‘. Rocchi è sceso in campo perché Palacio dopo la vittoriosa trasferta di Genova ha accusato uno stiramento di secondo grado al bicipite della coscia sinistra. Il buon Tommasino ha però risposto dall’ottimo attaccante che era: centrando il centesimo gol in serie A, atteso da un anno, e siglando il momentaneo vantaggio sull’Atalanta. L’ex laziale ha giocato una partita di sacrificio, sempre a disposizione della squadra e dei suoi compagni: si è liberato di un peso, dando uno schiaffo alle critiche, veritiere, almeno per una notte. La sua rete non ha permesso alla disordinata e danneggiata Inter di conquistare i tre punti, purtroppo per Stramaccioni. L’altro inaspettato è Ricardo Alvarez, al quale han fatto certo bene i doverosi fischi del ‘Meazza’. Il suo difetto principale: credersi un campione. L’argentino non ha personalità, ma i ‘numeri’. Se mette in campo umiltà e sacrificio la sua giostra gira. Andrebbe consigliato meglio da chi cura i suoi interessi.

Ennesimo infortunio – Galeotto fu il colpo di tacco: 32′, Cassano prova con una giocata delle sue a servire il sempre pronto Cambiasso: il numero non gli riesce. Ma oltre al danno, la beffa: problema muscolare al bicipite destro, probabilmente un risentimento. “Non possiamo rimanere senza punte, fasciami e vediamo come va”, il colloquio di ‘FantAntonio’ con il dottor Combi. La resistenza del barese dura pochi secondi. Il guaio fisico, forse ne avrà per 20 giorni, lo costringe a lasciare il campo con largo anticipo. Ennesimo infortunio nella clinica dei ‘disperati’ nerazzurri. Dovrebbe saltare la semifinale di coppa Italia contro la Roma, in programma il 17 aprile a Milano: niente di nuovo, insomma.

 

Raffaele Amato