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Inter, cambiare (adesso) non servirebbe a nulla

Moratti e Andrea Stramaccioni (Getty Images)

INTER STRAMACCIONI MORATTI / MILANO – Dodicesima sconfitta stagionale. L’Inter non esiste più, proprio come gli arbitri. Entrambi già in vacanza, lontano dalla realtà di questo campionato chiuso con netto anticipo rispetto alle previsioni. Gli uomini in nero, una volta così venivan chiamati, non perdono mai occasione per dare il colpo del k.o. a una squadra inerme, impotente davanti a tutto e tutti. Senza armi a disposizione: senza un attacco, priva di spessore in mezzo al campo e al centro della difesa. Orfana di una società in perenne aria di rivoluzione, destinata a rimanere aria fritta. E l’allenatore, inesperto e affranto, nel caos più totale. Non da ieri, ma da qualche mese.

Tra infortuni, disordine tattico e mediatico: lasciato solo fin da principio, a bruciarsi come e più dei tecnici che lo hanno preceduto. Che l’obiettivo terzo posto non fosse più raggiungibile lo si sapeva ancor prima di scendere in campo a Trieste contro il Cagliari: la testa era ed è alla Coppa Italia, unico traguardo alla portata dei nerazzurri, ammesso che la Roma venga eliminata nella semifinale di ritorno in programma mercoledì al ‘Meazza’.

Secondo la stampa nazionale, Massimo Moratti potrebbe cacciare Stramaccioni se l’Inter non riuscisse a ottenere la finale del trofeo nazionale. L’esonero, se mai dovesse avvenire, non servirebbe a un bel nulla in questo frangente della stagione. Perché il piazzamento Champions, vitale per le povere casse del club, è ormai irraggiungibile. Il presidente nerazzurro dovrebbe anzitutto fare mea culpa, analizzando errori suoi e dei suoi fedelissimi che occupano cariche importanti all’interno della società: e decidere, come e in che modo ripartire. Con quale allenatore, proseguendo con l’attuale i rischi per un’altra stagione decadente sarebbero molti, e con quale staff tecnico: ha fiducia ancora nell’operato di Branca? E in quello di Fassone? Anche se nella storia presidenziale di Moratti, i direttori generali non sono mai valsi a nulla. Scelte fondamentali per decidere su quali giocatori puntare. Su chi comprare per rafforzare l’undici titolare e l’intera rosa.

Le ultime sei giornate di campionato serviranno solamente a prolungare l’agonia dei tifosi, la squadra non ha più obiettivi, mentalmente è già proiettata alle vacanze e alla prossima annata: per questo il cambio di allenatore non avrebbe alcun beneficio su di essa, anzi, sarebbe un ulteriore scellerato atto di un presidente incapace di dare una linea e una organizzazione dirigenziale e politica al suo club. Dignità e onore nelle prossime giornate di campionato e nella sfida con la Roma: poi il futuro. Diverso, si spera, da un presente imbarazzante.

 

Raffaele Amato