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Accordo Saras-Rosneft: Moratti incassa, l’Inter no


SARAS-ROSNEFT MORATTI INTER / MILANO – La Saras è una società per azioni che opera a livello europeo nel settore della raffinazione. E’ una delle più grandi raffinerie del Mediterraneo, nel corso degli ultimi anni si è evoluta e specializzata anche in attività che includono la generazione elettrica, il commercio di prodotti extra-petroliferi sul mercato e la fornitura di servizi industriali. Venne fondata nel 1962 da Angelo Moratti, storico presidente della Grande Inter dal maggio 1955 al maggio del 1968. Padre di Massimo, attuale numero uno nerazzurro e Gianmarco (e di Adriana, Bedy, Gioia e Natalino), suoi discendenti nonché successori in seno alla suddetta società.

La Saras entrò nel paludoso mondo della Borsa il 18 maggio 2006, ingresso che fruttò subito ai Moratti un guadagno di 1,65 miliardi di euro, a seguito della cessione di circa il 30 per cento del capitale, diviso attualmente tra Assicurazioni Generali e altri investitori minori. Ieri l’annuncio ufficiale della cessione del 21 per cento della “partecipazione complessiva di titolarità dei venditori” alla Rosneft (la quale ha altresì concluso un accordo con la Pirelli, main sponsor dell’Inter, per la fornitura di pneumatici in Russia), compagnia petrolifera russa con cui peraltro era già stata sancita una joint venture – ovvero un accordo di collaborazione – nello scorso dicembre.

“Angelo Moratti S.a.p.a., Gian Marco Moratti, e Massimo Moratti hanno sottoscritto con Rosneft JV Projects S.A., società indirettamente controllata al 100% da Rosneft, un contratto di compravendita azionaria per la cessione all’acquirente di 130.290.883 azioni di Saras S.p.A.(pari a circa il 13,70% del capitale sociale di Saras S.p.A. e pari a circa il 21,5% della partecipazione complessiva di titolarità dei venditori) per un corrispettivo complessivo di Euro 178.498.510. Gian Marco Moratti e Massimo Moratti venderanno tutte le azioni da loro personalmente detenute in Saras S.p.A. pari a 6.000.000 ciascuno. A seguito della compravendita, cui si darà esecuzione il 23 aprile 2013, Angelo Moratti S.a.p.a . manterrà una partecipazione di controllo in Saras S.p.A. pari a circa il 50,02%.

Igor Sechin, Presidente di Rosneft ha dichiarato: “Crediamo che questa operazione sia un importante passo per la costruzione di una collaborazione di lungo periodo tra Rosneft e Saras. Continuiamo a discutere i termini commerciali di cui alla lettera di intenti sottoscritta
con Saras nel dicembre 2012”.

INTER ESCLUSA – L’accordo tra Saras e Rosneft non andrà a ‘toccare‘, espressione utilizzata ieri da Moratti, l’economia dell’Inter. Questo perché la società nerazzurra, primo e importante fattore, non è quotata in Borsa, dove, come noto (non a tutti), le aziende raccolgono nuovi capitali utili alla crescita della stessa azienda, e vendono proprie azioni attraverso le ‘quotazioni‘: le azioni sono dei veri e propri capitali di rischio, poiché la società quotata in Borsa, in caso di problemi finanziari (o crollo del titolo), non è obbligata a restituire i soldi a chi ha in precedenza acquistato azioni. In parole povere, un club calcistico non quotato in Borsa, il caso dell’Inter, non ha lo stesso appeal, per esempio, di una Roma. I cui debiti, essendo il club giallorosso quotato in Piazza Affari, potrebbero essere tranquillamente passati di mano a possibili nuovi azionisti. Una società ‘sana’ difficilmente entra nel giro della Borsa, perché così facendo i titolari di essa correrebbero il rischio di venire spodestati dai posti di comando da business man ‘loschi’ o onesti. Perché Moratti, a differenza di quanto avvenuto con Saras, sta trovando molti ostacoli nella ricerca di nuovi soci in grado di far rifiatare il suo prezioso ‘giocattolo’? Perché nessun investitore ‘coscienzioso’ subentrerebbe, con una percentuale minima lasciando il potere decisionale sempre a Moratti, in un club in costante deficit e non quotato in Borsa, quindi senza la possibilità di ‘vendere debiti‘, né di racimolare ulteriori capitali.

IL PROGETTO – In futuro, però, tutto è possibile. Le intenzioni del numero uno interista sono chiare: entrare in partnership con un gruppo straniero, ciò potrebbe avvenire solo dopo la ‘messa in ordine‘ dei conti, per rafforzare il potere economico del club e per avviare la costruzione dello stadio di proprietà. Progetti legittimi, ma al momento irrealizzabili. L’entrata di liquidità russa nelle casse della Saras avranno un duplice effetto: da un lato stabilizzerà sul piano economico-finanziario la compagnia petrolifera di famiglia, dall’altro tranquillizzerà Massimo Moratti, che in futuro potrà operare con maggiore serenità sul fronte professionale e sulla sua eterna passione, l’Inter.

 

Raffaele Amato