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Inter-Parma, Stramaccioni: “Critiche normali. Dobbiamo entrare in Europa”

Stramaccioni in conferenza stampa (Getty Images)

INTER-PARMA, CONFERENZA STRAMACCIONI LIVE / MILANO – Un mese alla fine della stagione. L’Inter ha ancora sei gare da disputare prima di mandare in archivio l’annata 2012-13, la più deludente e sfortunata del post Calciopoli. Dopo contro il Parma i nerazzurri vogliono interrompere l’emorragia di sconfitte casalinghe e tornare a vincere a ‘San Siro‘. Ecco le parole di Andrea Stramaccioni nella conferenza stampa della vigilia riportate in diretta da Interlive.it.

“Ancora una volta i nostri tifosi hanno dimostrato quanto amano questo club e questa maglia nella partita con la Roma. Hanno capito che il nostro momento è oggettivamente difficile e ci hanno sostenuto dal primo all’ultimo minuto. La forza con cui cercavamo il pareggio che non serviva per il passaggio del turno è stata capita dal pubblico e dentro lo spogliatoio lo abbiamo notato tutti. Infortuni? Adesso dobbiamo far parlare il campo, il nostro futuro è Inter-Parma, questa deve essere la mentalità di allenatore e squadra. Veniamo da tre partite in cui abbiamo fatto benino ma perso (Atalanta, Cagliari e Roma): voglio finire al meglio questo campionato. Europa League da evitare? L’Inter non può stare senza competizioni europee: la nostra stagione è stata condizionata dall’aver iniziato a giocare il 2 agosto per la questione della lista Uefa. L’obiettivo è entrare in Europa, se non è possibile la Champions, l’Europa League senza commettere gli stessi errori. Le critiche a me e alla squadra sono normali, nell’anno solare 2013 abbiamo obiettivamente avuto grandi difficoltà, ma se voi pensate al 30 giugno, io penso solo al Parma: vogliamo giocare alla morte le ultime sei partite. Anche nell’emergenza non abbiamo fatto male fino a quando siamo passati in svantaggio: dobbiamo assolutamente centrare una vittoria davanti ai nostri tifosi perché manca da un po’. Il problema non è il numero degli infortunati, ma che siano tutti nello stesso reparto: il ruolo del centravanti è il più difficile da sostituire. Contro la Roma sull’1-1 non potevo aumentare il potenziale offensivo. Non mi sono mai sentito solo: le parole del presidente verso di me e la squadra dimostrano che siamo tutti uniti, poi i direttori sono sempre ad Appiano. Cassano e Palacio hanno avuto lo stesso infortunio: i tempi di recupero variano da giocatore a giocatore. Rodrigo ha ripreso a correre, Antonio no: ma i loro rientri non sono imminenti. Nagatomo? Come ho già detto è un giocatore stipendiato dall’Inter, quindi l’ultima parola spetta all’Inter nel rispetto della volontà del giocatore nell’obiettivo comune di farlo tornare il prima possibile, ossia all’inizio della prossima stagione. A breve decideremo se e dove farlo operare. Nelle ultime giornate dovremo da una parte utilizzare chi ha giocato meno, e vorrei sottolineare la grandissima prestazione di Jonathan, e dall’altra fare più punti possibili. Avanzare la posizione di Kovacic? Lo avevo fatto col Cagliari dopo l’infortunio di Gargano, ma ora ho perso anche Cambiasso ed è più difficile tenerlo alto, perchè Kuzmanovic è più un interno che un uomo davanti alla difesa, quindi Mateo mi serve lì, anche il ruolo ideale per lui è interno di un centrocampo a tre. Tra i infortunati avrei voluto avere a disposizione Obi: è stato il più sfortunato perché non l’ho praticamente mai avuto. Non mi piace lamentarmi e non piangerò mai perché lo fanno i deboli, ma in questa stagione ci è successo di tutto e ciononostante abbiamo posto delle basi, non in termini di risultati ma di squadra, per costruire un futuro importante. L’obiettivo era tornare in Champions ed oggi è lontano, ma ci proveremo finché la matematica non ci condanna”.