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Inter, Moratti individua un nuovo (e sbagliato) capro espiatorio

Stefano Rapetti (Inter.it)

INTER MORATTI PREPARATORE RAPETTI/ MILANO – Sotto i colpi di cannone di Massimo Moratti non finisce per l’ennesima volta Marco Branca, principale colpevole delle ultime ‘magagne’ di mercato, in estate e a gennaio, che non hanno permesso all’Inter di competere per alcuno obiettivo, né a Stramaccioni, suo complice, di dar vita a un nuovo e concreto progetto tecnico. Parentesi: al club non si chiedeva di vincere tutto e subito, ma almeno di buttare giù uno stralcio di idea per il presente e, soprattutto, per il futuro. Ora, il patron nerazzurro, dopo aver difeso il suo figlioccio che da anni dirige l’area tecnica del club, sembrerebbe aver individuato in Stefano Rapetti, preparatore atletico della squadra dal luglio 2009, il principale, se non l’unico capro espiatorio della nauseabonda serie di infortuni che ha attanagliato i giocatori, rendendoli inermi per questo finale di campionato deprimente e povero di ambizioni.

Il signor Rapetti, compirà 37 anni a luglio, ha forse commesso un unico errore: ha acconsentito a Ranieri (l’anno scorso), e a Stramaccioni quest’anno – tra fine dicembre 2012 e inizio gennaio 2013 – di concedere alla squadra ben dieci giorni di riposo prima della ripresa del campionato dopo le vacanze natalizie. Eccezion fatta per Guarin e Pereira, rimasti a Milano per allenarsi, tutti gli altri giocatori, tra i quali molti sudamericani, sono volati nei loro Paesi d’origine, riprendendo la preparazione fisico-atletica solamente il 2 gennaio, 4 giorni prima della delicata trasferta di Udine, amara per la stessa Inter, sconfitta con un netto 3-0.

Sulla catena di infortuni può aver influito questo aspetto, certamente: nulla, però, di diverso avrebbe potuto fare, sempre Rapetti, per ciò che concerne il ‘programmaatletico‘ giornaliero. Avendo a disposizione una gruppo di giocatori fisicamente logori dopo mille battaglie, e in evidente età avanzata, è stato costretto a far allenare anche gli ‘altri’ – ovvero quelli più giovani e atleticamente freschi – ai ritmi più leggeri previsti per chi è in forte debito di ossigeno e non è più brillante sotto l’aspetto muscolare come un tempo. Carichi impalpabili che di sicuro non han permesso all’intera squadra, la maggior parte di essa spremuta in autunno, di essere sfavillante nella seconda parte di stagione. Il lavoro svolto da Rapetti è stato progettato in base ai giocatori disponibili, come del resto avviene in altre squadre. Il fronte staff-medico, invece, imporrebbe altre riflessioni: Combi dovrebbe andar via (il che sarebbe un evento epocale vista la profonda stima tra lui e il patron), al suo posto in pole-position vi è Enrico Casalini, medico chirurgo specializzato in ortopedia e traumatologia, dal 1991 al 2 aprile 2008 collaboratore dell’Inter in qualità di Medico del Settore Giovanile; è un fidato ‘consigliere’ di Roberto Mancini, manager del Manchester City in passato allenatore della ‘Beneamata’.

 

Raffaele Amato