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Inter, occhio al bilancio e la rifondazione senza i logori campioni

Samuel e Cambiasso (Getty Images)

INTER RIFONDAZIONE FUTURO CAMPIONI / MILANO – L’atroce agonia che stan vivendo i tifosi nerazzurri durerà ancora un mese. Quattro giornate inutili di campionato, poi l’Inter dirà addio a questa terribile stagione, falcidiata da infortuni, tanti, troppi, errori e orrori tecnici e sul mercato, e da abbaggli arbitrali che forse avrebbero potuto attenuare il fuoriuscire del sangue dalle numerose ferite stanziate sul corpo martoriato del ‘biscione’. Trattato male ancor prima dal suo attuale proprietario, Moratti, e da una dirigenza, poi, inadeguata al prestigio del club; infine, da un tecnico ligio al compitino, che ha anteposto le chiacchiere, molte, ai fatti: la sua squadra, che allena da un anno, non ha una precisa identità, né l’anima di una provinciale.

Il progetto ‘ripartenza’ dovrebbe mettere da parte, anzitutto, il tecnico romano, ormai privo di autorevolezza – ammesso che l’abbia mai avuta – all’interno dello spogliatoio e nella stanza dei bottoni, mai veramente andata di pari passo, doveroso ricordarlo, con le idee (presunte e non) calcistiche del suo allenatore, lasciato solo, come storicamente sempre accaduto anche ai predecessori di Stramaccioni, nei momenti più difficili della stagione, in cui è stato appoggiato esclusivamente dal patron, seppur con le solite e caratterizzanti ‘frecciatine’.

Al di là del futuro tecnico, scelta fondamentale, comunque, per il destino dell’Inter, la società dovrà anteporre competitività e rilancio sportivo agli interessi ‘personali’ dei grandi campioni che hanno contribuito ai numerosi successi degli anni passati. Come? Risolvendo consensualmente i contratti, pesantissimi per il bilancio del club, anche magari attraverso una buonuscita (legittima per alcuni), non soggetta a tassazione come per gli stipendi, in modo tale da alleggerire in maniera consistente il monte ingaggi, aumentando di fatto i fondi disponibili per il mercato in entrata.

La liberazione dei vari ‘senatori‘: Chivu, Cambiasso, Samuel, Stankovic e Milito (più Cassano, che ‘senatore’ non è), permetterebbe all’Inter di risparmiare quasi 40 milioni di euro, un tesoretto indispensabile per provare a rifondare, nel modo giusto – e non con giocatori ‘normali’ o di provincia – l’attuale rosa, inadatta per competere al terzo posto, obiettivo che sarà fondamentale anche nella prossima stagione. Rinnovare o addirittura prolungare i contratti di questi grandi ma logori interpreti, equivarrebbe a rimandare per un ulteriore anno la tanto attesa ricostruzione. Servono campioni ‘nuovi‘ a questa Inter (giovani e affermati). I ‘vecchi’, purtroppo, hanno già fatto il loro tempo.

 

Raffaele Amato