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Inter, Stramaccioni cento alibi e idee confuse

Andrea Stramaccioni (Getty Images)

INTER STRAMACCIONI CENTO ALIBI ED IDEE CONFUSE / MILANO – L’orologio del Barbera segna le 15:17 quando Javier Zanetti, dopo un affondo sull’out di destra, si accascia a terra portandosi le mani tra i capelli: rottura del tendine d’Achille e tempi di recupero tra i 6 e gli 8 mesi. In quel minuto ‘diciassette’ si racchiude tutta la stagione nerazzurra: tra sfortuna e qualcosa che resta ancora da capire, come avvolta in un mistero che nessuno riesce a spiegarsi. Zanetti deve abbandonare la nave, da li a poco anche Silvestre, vedi un pò che perdita per il secondo, con Stramaccioni che prende e porta a casa l’ennesimo alibi. Esatto l’ultimo alibi iniziato prima con Chivu, proseguito con Samuel, Milito, Palacio, Cassano e terminato con capitan Zanetti. Come se la formazione nerazzurra in piena formazione tipo non fosse la stessa che regalava punti a Siena, Genoa, Atalanta, Parma, ecc.

Che la sfortuna si sia accanita con la formazione meneghina non è un mistero, così come non lo è la mancanza di un’impronta di gioco che latita, vista, in parte, soltanto nella gara dello ‘Juventus Stadium’ contro la Juventus. Troppo poco per l’Inter, la formazione che giusto qualche tempo fa guardava tutti dall’alto verso il basso.  Troppo poco per sentirsi dire, gara dopo gara, che l’Inter a tratti gioca bene (?). Troppo facile addossare le colpe all’Europa League, diventata quasi un peso per una competizione che potrebbe dare la possibilità, in caso di vittoria, di disputare la Supercoppa Europea che manca nella bacheca nerazzura. Com’è possibile che l’Inter di Mou vinceva un ‘Triplete’ mentre a quella di Strama pesa disputare campionato e Europa League? E’ vero, i tempi sono cambiati ma ci sarà pure una via di mezzo, purché ad indossare la gloriosa maglia dell’Inter siano veri ‘calciatori’ e non controfigure.

Luigi Perruccio