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Inter, divergenza tra Stramaccioni e Kovacic: “No da mezz’ala”

Kovacic e Stramaccioni (Getty Images)

INTER KOVACIC STRAMACCIONI / MILANO – Kovacic? “Il suo futuro ruolo è il secondo centrocampista, da interno, non da protettore della difesa. Lo vedo bene in fase di costruzione e come rifornitore di assist per le punte”. In parole povere: una mezz’ala. Andrea Stramaccioni ha parlato chiaro, nelle ultime settimane si è esposto molto, a suo rischio e pericolo, annunciando in pompa magna con fare un po’ da guascone quale siano le sue intenzioni e le sue proiezioni sull’unico grande, nel futuro immediato grandissimo, pezzo pregiato che ha in dote attualmente la depressa Inter di Massimo Moratti.

Interno sinistro o destro, con Guarin dall’altro lato del centrocampo a tre. E un mediano bravo nelle due frasi, intelligente tatticamente – un ‘simil’ Cambiasso dei tempi d’oro – al centro, in mezzo come il prezzemolo e determinante per l’equilibrio generale della squadra. Ma Kovacic, che da quando è a Milano sta giocando stabilmente da cosiddetto ‘regista’, quest’oggi si è espresso in maniera diversa, rispetto a quanto detto dal suo allenatore, sul ruolo che in futuro dovrà ricoprire nella formazione nerazzurra: “Dove gioco lo ha spiegato il mister – ha dichiarato ai microfoni di ‘Sky Sport’ -, ma secondo me la mia miglior posizione è centrale di centrocampo“.

Esattamente come gioca in Nazionale, centrale della linea mediana (a due) affianco a un campione acclarato come Luka Modric, grande amico ma ancor prima sua fonte d’ispirazione. I due, in perfetto sincronismo, sono soliti durante qualsivoglia partita scambiarsi compiti e posizione, pur partendo entrambi da una posizione centrale. Sta nascendo, o probabilmente è già nata, una divergenza netta in seno alla Pinetina. Dove giocherà Kovacic in futuro? E, in aggiunta: nella prossima stagione sarà ancora Stramaccioni l’allenatore del giovane croato? Troppe domande, direbbe un uomo coi capelli bianchi al bar sotto casa. A un (aspirante) campione come Kovacic, direbbe il saggio conoscitore del calcio, dagli un pallone fra i piedi, che poi al resto ci penserà da solo.

 

Raffaele Amato