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Inter, Olsen: “Non ho parlato con Mazzarri, ma voglio restare. E su Zanetti e Kovacic…”

Patrick Olsen (Foto gianlucadimarzio.com)

INTER OLSEN MAZZARRI ZANETTI KOVACIC / HORSENS (Danimarca) – Arrivato in punta di piedi nella primavera nerazzurra, lui che già si era portato dietro dalla Danimarca l’etichetta di ‘giovane prodigio’. Le attese non sono state smentite, così Patrick Olsen, pilastro della primavera di Bernazzani, ad un passo dall’esordio in prima squadra con Stramaccioni, alla tv locale ‘sporten.tv2’, si lascia andare ad una lunga intervista, a 360° sul mondo Inter: “Il mio futuro?Abbiamo appena cambiato allenatore. Non ho ancora parlato con lui, ma spero di poter far parte della prima squadra. Nel caso non dovessi avere spazio nell’Inter  penserei senz’altro ad andare in prestito , del resto giocando in un club più piccolo avrei più possibilità di crescere”.

La Danimarca non è poi così vicinissima, ma Olsen sembra sentirsi a casa: “Sono cresciuto più di quanto avrei potuto fare in Danimarca. Andando all’estero sono maturato. L’interesse del Copenaghen e la possibilità di giocare la Champions? No, non ci andrei. Poi vengo dal Broendby, per me sarebbe un po’ strano”.  E poi in nerazzurro c’è la possibilità di allenarsi con i migliori talenti: “Il giocatore più bravo con il quale mi sono allenato? Coutinho. Veloce e gran tecnica”. I paragoni non piacciono molto al giovane giocatore, anche se lui dice di ispirarsi ad uno juventino: “Somiglio un pò ad Andrea Pirlo, anche se gioco in maniera diversa, più tosta. Sono un po’ Pirlo, ma sono di più Patrick Olsen”.

E’ tempo di autocritica per Olsen: “Dove devo migliorare? Soprattutto sul passo, sulla velocità”. Doti che il coetaneo Kovacic ha già mostrato ai tifosi nerazzurri: ” Mateo è un giocatore davvero eccezionale, è bellissimo poter giocare con lui. E poi, credo che ci completiamo, perché lui ha delle caratteristiche che non ho e viceversa, quindi impariamo a vicenda”. Impossibile non parlare di Javier Zanetti: “Un vero simbolo del  club. Ora che è infortunato, poi, si prende più cura dei giovani giocatori”. Idolo? No Grazie: “Cristiano Ronaldo, un giocatore completo. Ma non parlo di idoli, semmai di miglior giocatore al mondo”.

L.P