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Inter, la storia si ripete? Mazzarri sulle orme di Benitez, Gasperini e Stramaccioni

Walter Mazzarri (Getty Images)


CALCIOMERCATO INTER MAZZARRI GASPERINI BENITEZ
/ MILANO – La campagna acquisti dell’Inter stenta a decollare. Da tre anni a questa parte, Moratti e lo staff dirigenziale non sembrano più in grado di soddisfare le richieste degli allenatori sul mercato. L‘ultimo che ottenne espressamente i giocatori che voleva fu Josè Mourinho, che non a caso conquistò lo storico Triplete. Al portoghese, anche grazie alla plusvalenza enorme che le casse nerazzurre realizzarono dallo scambio tra Zlatan Ibrahimovic e Samuel Eto’o, furono messi a disposizione il difensore centrale ed il trequartista che voleva: Lucio e Sneijder.

BENITEZ – All’indomani del doloroso addio di Mourinho ecco arrivare Rafa Benitez. Il tecnico spagnolo si sarebbe certamente aspettato una campagna acquisti che potesse rendere funzionale alle sue strategie la rosa della squadra. Chiese un terzino destro (Johnson o Sagna) o sinistro (Bastos),  un mediano (Mascherano) e una seconda punta (Kuyt, suo pupillo ai tempi del Liverpool). La dirigenza nerazzurra ignorò le aspettative di Benitez ed i soli nuovi arrivi (dopo la partenza di Balotelli) furono Jonathan Biabiany e Philippe Coutinho. Dopo la vittoria del Mondiale per Club nel dicembre 2010, lo spagnolo si lasciò andare ad uno sfogo pubblico cui fecero seguito la risoluzione del contratto e l’arrivo di Leonardo. Il brasiliano, nel mercato di riparazione, ebbe Ranocchia, Nagatomo e Pazzini.

GASPERINI – Nell’estate del 2011, dopo l’addio improvviso di Leonardo ed alcuni tentennamenti della dirigenza, la panchina nerazzurra venne affidata a Gian Piero Gasperini, allenatore conosciuto per il suo spregiudicato uso del 3-4-3. A questo proposito, all’ex genoano sarebbero serviti un esterno sinistro (Criscito), un mediano (Casemiro o Banega) e una punta esterna (Sanchez oppure il suo pupillo Palacio). Le richieste del tecnico di Grugliasco furono soddisfatte in minima parte: come esterno destro venne acquistato Jonathan, definito troppo presto ‘il nuovo Maicon‘, mentre per l’attacco arrivarono Ricky Alvarez e Luc Castaignos, entrambi acerbi ma ambiziosi. Nello stesso periodo, però, Samuel Eto’o veniva ceduto all’Anzhi, tra il pessimismo generale dei tifosi. Il risultato fu disastroso: Gasperini venne esonerato dopo solo 4 partite senza vittorie tra campionato e Champions, per far posto a Claudio Ranieri che comunque non finì la stagione.

STRAMACCIONI – Dopo le ultime nove giornate di alti e bassi, l’Inter confermò Andrea Stramaccioni, giovane vincente con la Primavera nerazzurra. L’allenatore romano ha da sempre adottato il 4-2-3-1 ed avrebbe voluto un centrocampista di qualità (si parlò di Paulinho), un altro esterno offensivo (Gomez, Lavezzi o Lucas) ed un vice Milito. Arrivarono invece Samir Handanovic (in sostituzione di Julio Cesar), Matias Silvestre, Alvaro Pereira e Rodrigo Palacio, mentre Pazzini venne scambiato con Antonio Cassano, molto apprezzato da Stramaccioni. A centrocampo, già a quei tempi considerato il reparto nevralgico dell’Inter, Branca e Ausilio portarono in nerazzurro Gabi Mudingayi e Walter Gargano (entrambi in prestito). L’Inter ha chiuso al nono posto, rimanendo esclusa dalle competizioni europee (non accadeva dal 2000) e stabilendo il record di sconfitte incampionato.

MAZZARRI – Per il suo 3-5-2, modulo con cui ha condotto il Napoli in Champions, Walter Mazzarri necessitava – e necessita – di un esterno destro (Isla o Zuniga), un centrocampista incontrista (possibilmente Nainggolan), ed un centravanti esperto ed affidabile come Osvaldo. Il tecnico di San Vincenzo, sin dal giorno della presentazione ufficiale, ha dichiarato di ritenere la rosa dell’Inter già competitiva così com’è, ma dall’ambiente nerazzurro traspare ora un certo nervosismo dell’ex allenatore del Napoli per non aver ottenuto i rinforzi richiesti. Mancano ancora una ventina di giorni alla chiusura del mercato ed è possibile che l’Inter riesca a mettere a segno dei colpi last minute come avvenne proprio con Sneijder ai tempi di Mourinho, soprattutto se dovesse arrivare Thohir ad affiancare/sostituire Moratti ai vertici del club. Ad oggi il timore dei tifosi nerazzurri è che la storia possa ripetersi per la quarta volta, ma niente allarmismi. Almeno fino alle ore 23 del 2 settembre.

Alessandro Caltabiano