Inter > calciomercato Inter > Calciomercato Inter, da Pereira a Kuz: vendere è complicato

Calciomercato Inter, da Pereira a Kuz: vendere è complicato

Alvaro Pereira (Getty Images)

CALCIOMERCATO INTER CESSIONI / MILANO – Vendere prima di acquistare, questo il ritornello ‘mercataro’ che ha accompagnato l’Inter per tutta l’estate, e che la terrà a braccetto almeno fino al 2 settembre, ultimo giorno del calciomercato estivo. Senza la partenza di un big, ma anche di giocatori apparentemente ‘normali’, la società non ha potuto accontentare Walter Mazzarri, privandolo – per ora – dei rinforzi necessari al cambiamento. Il mister sta facendo di necessità virtù, con buoni risultati, però questa è decisamente un’altra storia. Anche in queste ultime settimane le difficoltà non sono mancate: Branca vorrebbe disfarsi di Pereira, il terzino sinistro prelevato dal Porto nella scorsa stagione per 10 milioni più 5 di bonus, per il quale ha mostrato solo un timido interesse il Tottenham di Villas Boas, tecnico che ha già allenato l’uruguagio in Portogallo.

Ma, notizia di qualche ora fa, le mire dell’ex Special Two adesso si sarebbero spostate a Roma, sponda giallorossa: nel mirino, oltre a Lamela che in pratica è un nuovo giocatore degli ‘Spurs’ (30 milioni più bonus), il terzino di spinta Balzaretti, ieri in campo per novanta minuti nella gara vinta (0-2) dalla squadra di Rudi Garcia in quel di Livorno; gli inglesi vorrebbero l’ex Palermo in prestito, comunque non è detto che l’affare vada in porto.

Dall’esterno sinistro al centrocampo: la prova poco convincente – non per tutta la critica – di Zdravko Kuzmanovic contro il Genoa pare aver allontanato le pretendenti al suo cartellino. Secondo la stampa inglese, però, il mediano naturalizzato svizzero sarebbe a un passo dalla cessione in Premier League – sponda Sounderland – con la formula del prestito, seppur il giocatore pare preferisca la destinazione Everton, che prima deve cedere Fellaini, corteggiato dal Manchester United. Sarebbero dovuti partire, secondo programmi estivi, anche Ranocchia e Guarin, i quali poi, una volta rimasti, hanno trovato collocazione e stabilità nel nuovo-vecchio undici di Mazzarri, tecnico esperto nel rilanciare giocatori dall’identità smarrita. Senza dimenticare Schelotto, esubero ancora a caccia di una platea diversa da quella nerazzurra.