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Sassuolo a zero punti per un motivo: Inter, repetita iuvant

Walter Mazzarri (Getty Images)

SASSUOLO-INTER / MILANO – Zero punti in classifica. Otto gol subiti, uno solo realizzato. Scritti e letti questi numeri, potremmo tranquillamemte sentenziare: Sassuolo in B facile-facile, Inter in scioltezza domenica al ‘Mapei Stadium’. A onor del vero, così pensando non si andrebbe tanto lontani dalla verità. La squadra di Eusebio Di Francesco – che applica un 4-3-3 atipico – uno che da giocatore ha fatto addicriare gli amanti della pedata agonisticamente elevata, è un complesso di giovanotti da belle speranze e dal valore sconosciuto: affianco agli sbarbatelli, qualche giocatore di razza e categoria inferiore alla serie A, più tre elementi di livello un po’ più alto: Floro Flores, un esempio. Poi Schelotto, in prestito dall’Inter e che a Milano ha dimostrato di non essere all’altezza di platee prestigiose; e Luca Marrone, divinizzato dalla dirigenza juventina prima di essere spedito a Sasôl senza alcun versamento di lacrime; affari di mercato ai più sconosciuti, il bilancio prima di tutto. Ha acquistato 16 giocatori nuovi nel mercato estivo, troppi!

Nei primi tre incontri del nuovo campionato di A, il primo nella sua quasi centenaria storia, il Sassuolo ha perso malamente in casa contro il Livorno dei tanti prestiti nerazzurri (1-4), diretta concorrente alla salvezza, oltre a subire due rotondi 2-0 a Verona – sponda Hellas – e Torino, sponda granata. Sui primi due poco da dire; contro gli amaranto hanno scialacquato senza vergogna, favorendo le ripartenze e le marcature di Emeghara, Paulinho e Greco. All’Olimpico di Torino hanno avuto più intelligenza, capitolando comunque al novantesimo; meglio è andata, sul piano della crescita fisica e del gioco, contro gli scaligeri della vecchia volpe Mandorlini. Errori su orrori, abbinati a una scarsa concretezza, han permesso a Martinho e Romulo (allo scadere) di azzoppare le intenzioni di Zaza (autore dell’unico gol, è il più promettente assieme a Kurtic) e compagnia bella.

Domenica sfideranno l’Inter, probabile il quasi tutto esaurito, in quella che potrebbe essere l’ultima spiaggia per la risalita; perdere di nuovo non farebbe bene a morale e classifica, nonché all’allenatore Di Francesco, a rischio esonero come tutti quelli che non portano a casa punti. La squadra di Mazzarri potrà ripetere la stessa idea tattica vista e funzionata contro la Juventus, nella fattispecie dal secondo tempo. Attesa, compattezza e reparti ben collegati: otto giocatori dietro la linea della palla, con il solo Alvarez più mobile, pronto a sfruttare ogni piccolo errore di impostazione o sbadataggine (che ci saranno) degli avversari. Palacio come unica punta. Così facendo l’Inter avrebbe vita facile contro un Sassuolo che ama giocare ma non vincere. Ha zero punti in classifica perché il calcio non è come la ginnastica, dove per conquistare una vittoria basta averne ottenuto i meriti. Nel calcio vince chi fa gol e chi non li subisce. Lo ‘splendido’, con la sfera, fa sempre una brutta fine.

 

Raffaele Amato