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Inter, il ‘mago’ Pondrelli: “Come si lavora senza i nazionali”

Pondrelli e Jonathan (Inter.it)

Pondrelli e Jonathan (Inter.it)

INTER PONDRELLI / MILANO – Oltre a essere uno straordinario preparatore atletico, Giuseppe Pondrelli è anche un vero e proprio porta fortuna di Walter Mazzarri, che conobbe (e non lasciò mai) anni e anni fa nelle giovanili del Bologna. Acireale, Reggio Calabria, Genova e Napoli. Come il sanvincenzino, l’ex professore Isef non ha mai sbagliato una stagione. Studioso attento, quasi maniacale della materia ‘muscolare’ legata al calcio.

Oggi preparatore atletico dell’Inter, ovvero di una squadra che solo alcuni mesi fa dovette alzare bandiera bianca di fronte alla maledizione degli infortuni, che scatenandosi parzialmente incise anche sulla disgraziata stagione sportiva della banda di Stramaccioni. Tutto, ora, sembra cambiato, a parte le rimanenze di qualche acciacco o stop forzato (vedi Milito), che in fondo fanno parte del gioco: “In estate, almeno secondo noi, è stato fatto un buon lavoro. Si vede che la squadra atleticamente sta bene – parla proprio Pondrelli ai microfoni del canale tematico nerazzurro -. Ma questo è frutto di tante cose, non solo del lavoro atletico ma anche di altri fattori che determinano poi le prestazioni”.

Undici giocatori dell’Inter sono partiti per giocare con le rispettive nazionali (Alvarez è di ritorno), ecco cosa e come cambia la preparazione quando il campionato si ferma: “C’è la possibilità di lavorare un po’ di più e di aumentare i carichi di lavoro, cosa che normalmente non potresti fare per l’imminenza delle partite. Poi ci sarà una partita amichevole contro gli svizzeri del Locarno per dare la possibilità a tutti di acquisire minutaggio. La prima settimana della sosta viene effettuata per carichi consistenti e quella dopo per lo scarico, poi da metà della prossima settimana torneranno i nazionali. Il gruppo di giocatori a mia disposizione è molto professionale e ben mentalizzato al lavoro”, conclude con soddisfazione il ‘mago’ Pondrelli.

 

R.A.