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Torino-Inter 3-3, Carrizo cancella la rimonta firmata Palacio

Bellomo contro Wallace (Getty Images)

Bellomo contro Wallace (Getty Images)

TORINO-INTER 3-3 / TORINO – Un leggero passettino in avanti, evidentemente non sufficiente a tirar su il morale, per l’Inter di Mazzarri, che in dieci per oltre ottantasei minuti non riesce a completare la rimonta firmata Palacio (doppietta). Sul finale, un errore di valutazione di Carrizo (che ha parato un rigore a Cerci) permette al Torino di pareggiare 3-3 un’incredibile e altalenante partita. Dopo l’iniziale vantaggio di Farnerud, è arrivata la risposta di Guarin; nella ripresa i sigilli di Immobile e la doppietta del ‘Trenza, allo scadere il tiro-cross di Bellomo che trova fuori dai pali l’estremo difensore argentino e si insacca in rete.

SQUADRE A SPECCHIO – Ventura fa la conta degli infortunati. Schiera il suo Torino col 3-5-1-1, con Cerci a girare dietro il ‘furetto’ Barreto, o viceversa. Vives, arretrato, sarà il regista del terzetto difensivo, al posto dell’infortunato Bovo. Pasquale e D’Ambrosio sugli esterni, Gazzi e Farnerud gli interdittori, tenuto conto dell’assenza dell’interno El Kaddouri. Mazzarri segue la strada dell’unica punta. Anche all’Olimpico c’è Palacio solo soletto in attacco, la novità è rappresentata da Mateo Kovacic, che almeno sulla carta va a posizionarsi sulle zolle di Alvarez (fra le linee), il più in forma ma alle prese con una distorsione alla caviglia. Il portoghese Rolando per la terza volta prova – con sicura difficoltà – a non far dimenticare il leader Campagnaro; Jonathan a destra, dopo due turni di forfait, Nagatomo a sinistra.

AVVIO SBAGLIATO – Parte forte il Torino, che approfitta dell’atteggiamento troppo timido dell’Inter, salvata solo dal palo dopo la conclusione col pennellino di Cerci, l’avversario più pericoloso nell’uno contro uno per la squadra nerazzurra. Proprio il fantasista, al 4′, approfittando di una dormita della difesa interista, nello specifico di Ranocchia, costringe Handanovic ad atterrarlo. Rigore ed espulsione: Carrizo, che sostituisce Kovacic e lo sloveno in porta, vola come un felino e neutralizza il tiro dal dischetto di Cerci. Ma la beneamata per i primi dieci minuti è svagata, spesso mal posizionata in campo; d’altra parte il Toro sa allargare molto il gioco e attacca in massa l’area nemica, seppur con mediocre tasso tecnico. Il match rimane equilibrato fino al 20′, quando la formazione di Ventura passa in vantaggio: la linea difensiva nerazzurra, abbassatasi eccessivamente verso la propria porta, è fatta di belle statuine e, quindi, facilmente perforabile dall’inserimento di Farnerud, che raccoglie la spizzata del suo compagno concludendo in gol con un perfetto diagonale. Prima marcatura in serie A per lo svedese.

INTER IMMOBILE – I granata tengono bloccate le fasce, soprattutto quella sinistra, non permettendo a Nagatomo di alternarsi in cross e scorribande all’interno dell’area di rigore. L’iniziativa viene spesso lasciata all’Inter, che al primo errore favorisce contropiedi a campo aperto a Cerci e Barreto. La transizione granata è aperta e rapida, mentre quella interista è più lenta e laboriosa, Palacio è costretto a far spallate contro la retroguardia avversaria. A fine primo tempo, però, arriva a sorpresa il pareggio firmato Guarin (che in campionato non segnava dallo scorso 12 gennaio), splendido nel raccogliere e indirizzare in porta – in rovesciata – un pallone deviato in modo errato da Padelli, uscito sans façon sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il secondo tempo proietta un film ai più atteso: toro che manovra, in maniera lenta ma con imprevedibili scatti di estro e agonismo, beneamata in attesa (forse troppa) e rigida nel muoversi e coprire gli spazi. Cerci fa impazzire Nagatomo e Juan Jesus, tanto che dalla sinistra parte l’azione che consente a Immobile (entrato al posto di Farnerud) di siglare il momentaneo 2-1: il biondino, ricevuta palla da Cerci, dribblomane quasi sempre efficace, di collo e da posizione centrale batte l’incolpevole Carrizo.

RIMONTA E BEFFA – Ma il tempo per facili entusiasmi non c’è: due minuti più tardi, Palacio raccoglie e finalizza a porta vuota dopo l’ennesimo errore in uscita – in seguito a un cross di Taider – dell’estremo difensore di casa. E’ sagra del gol all’Olimpico. Ventura vuole vincere, lo stesso Mazzarri, che inserisce Belfodil per un alterno Taider. L’attaccante algerino, partito come al solito in tono minore, al 70′ mette in mostra tutte le proprie qualità tecniche e fisiche, puntando e superando Pasquale sulla corsia mancina, nonché servendo in area il tutto solo Palacio, che a botta sicura finalizza il sigillo dell’insperata ma meritata rimonta. La vittoria dell’Inter sembra essere a un passo, ma al novantesimo Carrizo – su punizione ‘disperata’ di Bellomo – fa erroneamente qualche passo in avanti, concedendo al pallone di insaccarsi senza ostacoli all’angolino sinistro. E’ 3-3, è il pari che forse accontenta solo il Toro. L’Inter resta a meno quattro dal treno-terzo posto, non comincia benissimo l’era Thohir.

 

IL TABELLINO

TORINO-INTER 3-3
21′ Farnerud (T), 45′ Guarin (I), 52′ Immobile (T), 54′ e 70′ Palacio (I), 90′ Bellomo (T)

 

TORINO (3-5-1-1): Padelli; Darmian, Vives, Moretti; D’Ambrosio, Brighi (81′ Bellomo), Gazzi, Farnerud (48′ Immobile), Pasquale; Cerci; Barreto (75’Meggiorini). Panchina: Berni, Gomis, Scaglia, S. Masiello, Maksimovic. Allenatore: Ventura

INTER (3-5-1-1): Handanovic; Rolando, Rolando, Juan Jesus; Jonathan, Guarin, Cambiasso, Taider (61′ Belfodil), Nagatomo; Kovacic (6′ Carrizo); Palacio (80′ Wallace). Panchina: Castellazzi, Andreolli, Samuel, Donkor, Pereira, Olsen, Kuzmanovic, Mudingayi, Icardi. Allenatore: Mazzarri

ARBITRO: Doveri di Roma
Assistenti: Nicoletti-Grilli. Quarto uomo: Marzaloni. Arbitri addizionali: Bergonzi-De Marco

NOTE – Espulso: 4′ Handanovic (I). Ammoniti: 25′ Taider, 77′ Cambiasso (I), 32′ Gazzi, 36′ Farnerud, 79′ Immobile (T)

 

Raffaele Amato