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Bardi: “Affranto per quell’errore, ma voglio tornare all’Inter. Ringrazio Ausilio per…”

Francesco Bardi (Getty Images)

Francesco Bardi (Getty Images)

INTER FUTURO BARDI / BELGRADO (Serbia) – Quell’errore sul cross di Jonathan ancora in testa. Non riesce ancora a darsi pace Francesco Bardi. Nonostante la sosta, nonostante si a Belgrado con l’Under 21, per il portiere amaranto, di proprietà dell’Inter, risulta difficile non pensare all’infortunio di San Siro ed al suo futuro. Nell’intervista rilasciata a ‘La Gazzetta dello Sport’,però, Bardi non si abbatte,perché  è stato semplicemente un caso: “Se ero più teso del solito a San Siro? Avevo la stessa tensione e attenzione che metto in ogni gara. Su quel cross di Jonathan prima ho pensato di bloccarla e una frazione di secondo dopo di respingerla. Quando hai due pensieri in testa di solito sbagli. Ma c’è stata anche sfortuna. Perché se provo a fare la stessa cosa apposta, non ci riesco. Ero affranto. Ma l’Inter non c’entra. Ero dispiaciuto per la mia squadra e per i tifosi del Livorno più che per me. Eravamo sullo 0-0 accidenti. Il giorno dopo ho spento il telefono, non ho letto i giornali e non ho visto nemmeno una partita. Ho voluto staccare del tutto. E il lunedì ero pronto a ricominciare”.

Dall’Inter è arrivato un messaggio d’incoraggiamento: “Il dottor Ausilio mi ha scritto un sms di conforto, e voglio ringraziarlo. E anche il presidente del Livorno Spinelli, che mi ha lasciato un messaggio in segreteria. I miei rapporti con la dirigenza nerazzurra?  Buoni, ci sentiamo”. Moratti lascia spazio a Thohir: “Cosa ne penso? Non sono informatissimo, ma credo che la nuova gestione farà bene all’Inter, porterà investimenti e nuove idee. Tohir è molto ambizioso e credo che farà una grande squadra. Ed è importante che Moratti sia al suo fianco per dare consigli. Un messaggio ai tifosi? Mah, voglio dire a loro ma anche ai tifosi del Livorno che io non sono quello di San Siro. Mi capiterà ancora di sbagliare, è umano. Ma quello che mi sento di promettere è che non sbaglierò mai negli atteggiamenti e nella professionalità, dentro e fuori dal campo”. Il futuro: “Giocare in una big è l’ambizione di tutti e io ho sempre detto che mi piacerebbe tornare un giorno. Se quel giorno dovesse arrivare presto, sarei pronto. Ma ora sono concentrato sul Livorno e su me stesso: voglio crescere e migliorare. Il tempo gioca per me”.

L.P