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Inter, Mihajlovic: “San Siro mi toglie il fiato, mi commuove, ma spero di far piangere Mazzarri”

Sinisa Mihajlovic (Getty Images)

Sinisa Mihajlovic (Getty Images)

INTER-SAMPDORIA MIHAJLOVIC SAN SIRO MAZZARRI ZANETTI MORATTI THOHIR / MILANO – La Curva Nord che ringrazierà Massimo Moratti con 6 mila volantini, ed accoglierà Erik Thohir con uno striscione. Le vecchie glorie nerazzurre, invitate dal tycoon indonesiano, ad assistere al match tra Inter-Sampdoria. Non sembra mancare nulla per la prima assoluta di Erik Thohir da presidente dell’Inter, anche se a rendere il match con un pizzico di pathos in più sarà il ritorno a Milano di Sinisa Mihajlovic. Quattro anni all’Inter: due da calciatore (25 presenze e 5 reti), due come secondo di Roberto Mancini.  Alla ‘Gazzetta dello Sport’, proprio il serbo, ha parlato del match che domani affronterà a San Siro con la sua Sampdoria. Un match contro la sua ex squadra, che ha sfiorato negli ultimi anni in più di un’occasione: “San Siro mi le toglie le parole, mi fa mancare il fiato. Ogni volta che ci entro è un’emozione, un nodo in gola. Ripenso ad anni splendidi e mi commuovo. Sarà così anche domenica. Si sgretola il mito del muro se piango? Sciocchezze. Non c’è nulla di male nel piangere. Piango se vedo un film toccante, ho pianto come un bambino a Medjougorie, e quando ho annunciato ai miei giocatori che avrei lasciato la nazionale abbiamo pianto tutti: io e loro. Dietro le lacrime ci sono i sentimenti, i valori. Io piangerò prima della partita, spero di far piangere Mazzarri alla fine…“.

MAZZARRI, MORATTI, THOHIR, ZANETTI – Domani Sinisa incontrerà Mazzarri, che ai colleghi non risulta essere tanto simpatico: “Un ottimo allenatore, attento, meticoloso: grazie a lui l’Inter può arrivare tra le prime tre. Non lo conosco fuori dal campo. Si definisce un malato di calcio. Lo sono anch’io. Ma senza perdermi per strada i piaceri della vita”. Lo stesso Mazzarri che occupa quella panchina accarezzata più volte: “Almeno tre volte. Quando andò via Mourinho, dopo Benitez-Leonardo e pochi mesi fa. Ringrazio Moratti per aver pensato a me, anche se poi ha scelto altri. Feeling con Moratti: “Mi fa effetto pensare che non sia più il presidente. Moratti per l’Inter e chi ne ha fatto parte è stato un padre, un riferimento, un esempio di stile e comportamenti. E’ stato un motivo di orgoglio per me vincere nell’Inter, vincere per lui. Domenica spero di rivederlo e di abbracciarlo”. Domenica sarà il giorno dell’esordio ufficiale di Thohir: “E’ il benvenuto. Ma non basta saltellare durante qualche coro per essere interista. I colori di una squadra devi sentirli sulla pelle. E’ importante avere una gestione manageriale, ma il calcio è passione, amore e rivalità. Io Moratti l’ho visto esultare come un bambino, gioire, ma anche soffrire e incazzarsi da morire. Spero che Thohir possa un giorno provare almeno un po’ di quello che prova Moratti durante una partita”Inter-Samp potrebbe vedere l’esordio dal primo minuto di capitan Zanetti: “Lui è Superman. Quando smetterà di giocare sarà troppo vecchio anche per fare il dirigente”. Una gara delicata contro i nerazzurri: “Come si esce indenni da San Siro? Giocando bene, restando concentrati, chiudendo ogni spazio senza rinunciare ad attaccare. E mettendo in campo grinta e tanto orgoglio. Non c’è maggiore orgoglio dell’orgoglio degli umili. Se farò punti a San Siro per la prima volta li avrò ottenuti in trasferta giocando… in casa”. Mihajlovic e le sciarpe indossate: ” Se sono tifoso di tutte? Non ho mai pronunciato cazzate tipo “ho sempre tifato fin da bambino ecc”, ma quando indosso una maglia la onoro fino in fondo. Quando ho firmato per la Samp ho ricevuto l’in bocca al lupo di Andrea Della Valle e dei dirigenti della Fiorentina, dove pure sono stato esonerato. Hanno cambiato il tecnico ma apprezzato l’uomo. Poi ci sono squadre che hanno segnato la mia vita: Stella Rossa, Sampdoria, Lazio, Inter. E per rispetto verso questi club e i miei sentimenti ripeto che non allenerei mai Partizan, Genoa, Roma e Milan. Quanti dicono lo stesso?”.

Luigi Perruccio