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Voto al calciomercato… di gennaio dell’Inter

Hernanes (Inter.it)

Hernanes (Inter.it)

INTER VOTO CALCIOMERCATO / MILANO – Voto al calciomercato dell’Inter : 7. Sette perché ha acquistato uno dei migliori calciatori che militano nel nostro campionato. Hernanes è un campione straordinario, se ritrova in poco tempo brillantezza fisica e continuità, perse negli ultimi mesi in biancoceleste, potrà sicuramente innalzare il livello della squadra di Mazzarri.

Di fatto ha già risollevato l’ambiente, depresso dopo i risultati negativi degli ultimi mesi e da una gestione societaria (la vicenda Guarin-Vucinic fa ancora rabbrividire) ai limiti del ridicolo.
Negli ultimi giorni Thohir, il vero vincitore dell’ambaradan, ha dribblato giornalisti e telecamere come il Messi dei tempi migliori. In silenzio, senza clamore e tra le beghe di un bilancio disastroso, ha piazzato il colpo. 16 milioni (20 con i bonus) sono un affare economico per Lotito, ma Hernanes, nel pieno della maturità, è un super-plus tecnico di valore assoluto per l’Inter attuale, misera e avara di giocatori con spiccata personalità.

A Mazzarri, che ne esce rafforzato da questa sessione di mercato (fatto apposta per lui: aveva chiesto anche una punta…), il presidente nerazzurro ha pure regalato il laterale desiderato. D’Ambrosio, sfruttabile su entrambe le corsie, non un fenomeno ma utile per dare un po’ di fiato a Jonathan e Nagatomo. Come al solito, sono state trovate eccessive difficoltà nel piazzare gli elementi in esubero. Sono partiti Pereira e Belfodil, presto andrà via Andrea Ranocchia. Peccato per quest’ultimo. L’obiettivo dell’Inter, attesa dalla complicata partita contro la Juventus, rimane comunque l’Europa League. Meglio dire, il quarto posto (difficile da raggiungere). Perché il quinto classificato farebbe i preliminari, un castigo.

Al di là di ciò: Hernanes è la prima pietra sulla quale rifondare una squadra e un club, negli ultimi tre anni caduto in disgrazia, pur sempre di prestigio. Che merita campioni e, anzitutto, dirigenti all’altezza della situazione.

Raffaele Amato