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Nicchi: “Troppi stranieri, la Serie A non mi diverte”. Attacco velato all’Inter?

Marcello Nicchi (Getty Images)

Marcello Nicchi (Getty Images)


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/ MILANO –  Ancora una volta Marcello Nicchi, che in qualità di presidente dell’AIA dovrebbe essere al di sopra delle parti, si è sbilanciato puntando il dito – in maniera neanche troppo velata – contro una squadra di Serie A, sempre la solita.

All’indomani di Inter-Sassuolo, match in cui i nerazzurri hanno schierato undici stranieri in campo, Nicchi – che proprio nella giornata di oggi aveva cercato di rimediare alle frecciatine lanciate tempo fa a Mazzarri – non ha resistito alla tentazione e ci è ricascato. Ecco le sue parole a ‘Radio Anch’io – Lo Sport’: “Il calcio di oggi non mi appassiona più e non mi diverte. Ci sono troppi stranieri in campo, gente di cui non conosciamo la storia o la cultura. A volte, in Serie A arrivano giocatori di cui non abbiamo nemmeno mai sentito parlare: dovremmo insegnare loro la nostra cultura e il rispetto delle regole che magari dalle loro parti vengono applicate in maniera più leggera. Non mi piacciono le partite in cui vengono schierati 22 stranieri”.

Semplice opinione personale, o c’è di più? Che non sia una bacchettata all’Inter, nonostante i tanti giovani italiani lanciati negli ultimi anni dal settore giovanile nerazzurro, o magari una strizzatina d’occhio alla Juventus, autentico bacino da cui Cesare Prandelli attinge a mani basse? Ad ogni modo, ciò che preme sottolineare è che i calciatori sono professionisti “specializzati” e se una squadra li sceglie, evidentemente li reputa più adatti e funzionali rispetto ad altri. Italiani oppure no.

E, a livello societario, l’ingresso di nuovi capitali non può fare che bene ad un calcio che sta lentamente perdendo consensi a scapito dei campionati inglesi o spagnoli. Sin dai primi battiti del suo cuore l’ FC Internazionale, i cui fondatori si proclamavano “fratelli del mondo” già nel lontano 1908, ha fatto di ciò una propria bandiera e difficilmente le cose cambieranno in futuro, non con l’insediamento di un presidente dagli occhi a mandorla. Con tutto rispetto per Marcello Nicchi e le sue idee, ci mancherebbe.

Alessandro Caltabiano