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Borsino Roma-Inter: Garcia conta le assenze. Dubbio Hernanes

Cambiasso contro De Rossi (Getty Images)

Cambiasso contro De Rossi (Getty Images)

BORSINO ROMA-INTER / MILANO – Roma-Inter sarà l’anticipo serale della 26esima giornata di Serie A. Le due squadre, che hanno palesemente obiettivi diversi, son separate in classifica da ben 17 punti. All’andata, i giallorossi si imposero, non senza polemiche per un rigore concesso all’undici di Garcia dopo un fallo di Pereira su Gervinho fuori dall’area di rigore, con un sonoro 3-0, che allo stadio ‘Meazza’ fece suonare il primo campanello d’allarme in una stagione finora amara per la Beneamata.

QUI TRIGORIA – La Roma arriverà a questa sfida con le ossa quasi rotte. Saranno assenti Dodò, Balzaretti, Florenzi, l’ex Maicon (out anche nel match dello scorso 5 ottobre, ndr) e il capitano Totti. In forse, invece, l’ala Gervinho, ieri fermato dalla febbre; Miroslav Pjanic, il giocatore più importante – dopo il ‘Pupone’ – nell’economia di squadra, per un fastidio al ginocchio; e il laterale greco Torosidis. I tre, stringendo i denti, potrebbero partecipare all’incontro, che vedrà tra i protagonisti Radja Nainggolan, a lungo inseguito dai nerazzurri.

QUI APPIANOMazzarri spera di recuperare Hernanes, ieri a mezzo servizio alla Pinetina per l’ormai noto affaticamento muscolare. Il centrocampista brasiliano vorrebbe esserci all’Olimpico, avendo già saltato la gara casalinga contro il Cagliari. Con lui in campo, l’Inter ha vinto due partite su due, tra queste l’importante successo a Firenze. In dubbio, invece, Samuel e Jonathan. Se il ‘Muro’ dovesse farcela, contro i sardi ha accusato un leggero dolore al quadricipite, Campagnaro andrebbe in panchina: altrimenti l’argentino – non al meglio per una tendinite – giocherebbe come terzino destro, con Rolando spostato al centro. D’Ambrosio dovrebbe scalzare Jonathan a destra, mentre l’altro ballottaggio è in attacco, più che altro sul modulo: una o due punte? Ovvero: Palacio-Icardi o Alvarez-Palacio. A meno che il tecnico non ritenti la ‘carta’ Milito.

Raffaele Amato