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Thohir: “Dirigenti e Mazzarri sotto esame. Su Sagna, Eto’o e il colpo di mercato…”

Erick Thohir (Getty Images)

Erick Thohir

INTER THOHIR / JAKARTA (Indonesia) – Rispetto a Moratti, Erick Thohir usa un linguaggio diretto e schietto per esprimere i suoi concetti, o anche solo per chiarire programmi e ambizioni dell’Inter. A ‘La Gazzetta dello Sport’ il presidente nerazzurro ha toccato tanti temi: dal futuro di Mazzarri, legato agli obiettivi di squadra, a quello dei dirigenti. Passando per il calciomercato, da Sagna ad Eto’o, da Dzeko a Torres.

Società e tecnico, “tutti sotto esame
“È giusto avere fiducia in tutti, ma anche che ognuno risponda del proprio operato. Con questo però non voglio essere frainteso: al momento sono molto soddisfatto del lavoro di tutte e tre le persone che mi ha nominato. Ma faccio continue verifiche con tutti, anche su Williamson, che ho scelto io. Mazzarri ha ancora un anno di contratto, ma è il primo a sapere che sarà necessaria una ulteriore programmazione: anche l’ultima volta che sono stato a Milano gli ho detto quanto sarà importante pianificare, pur ribadendogli di dover rimanere concentrato anzitutto sul presente. Io e Mazzarri dovremo conoscerci ancora meglio, ma questa cosa non è vera in assoluto: questo è un anno di transizione e per il tecnico era importante essere il più concreto possibile alla prima stagione con noi”.

Gli obiettivi sportivi
“Il mio progetto avrà fallito se entro tre anni l’Inter non sarà tornata in Europa. Sì, anche in Europa League. Meglio se da subito, anche perché nella prossima edizione potrebbero esserci diversi grandi club europei. E l’Inter ha bisogno di fare le coppe non solo per una questione economica, ma anche di prestigio. Ovvio poi che io punti a fare la Champions League entro il 2016: ma questo l’avevo già detto…”.

Da Sagna a Eto’o, passando per Torres, Dzeko e Morata
“Non sono abituato a fare annunci se non c’è un contratto firmato. Posso solo dire che Sagna ci piace e che a questo punto dipende tutto solo da lui. Gli annunci si fanno solo quando c’è la firma. Come quello per il rinnovo di Palacio. Se non dovesse arrivare lui, prenderemo un giovane”. Eto’o si è proposto? “A noi serve equilibrio e con Palacio oltre i trenta e Icardi molto giovane, l’attaccante che verrà dovrà avere un’età di mezzo”, “Per il futuro attaccante sento anch’io girare i nomi di Torres, Dzeko e Morata… Magari uno dei tre arriverà per davvero. Ma deve rispondere a tre parametri fondamentali: tecnico, economico e di marketing”.

Cessione eccellente per autofinanziare campagna acquisti? “Non è detto
“Intanto a fine stagione abbasseremo di molto il tetto ingaggi. E poi potremmo prendere anche un giocatore in prestito, il che non renderebbe necessario cedere uno dei nostri migliori in rosa. Comunque un grande investimento verrà fatto a centrocampo o in attacco”.

Squadra con età media 26,5 anni
“Non dobbiamo dimenticare il discorso dell’età media di 26,5 anni per la prossima stagione: con Vidic, Palacio ed eventualmente Sagna ci sarebbe posto soltanto per un altro giocatore oltre i trent’anni. Non saranno più di quattro”, conclude Thohir.

Scambio Guarin-Vucinic, ecco la verità
“Intanto quella trattativa è stata portata avanti dai dirigenti e non dalle rispettive proprietà. Per l’Inter nel breve periodo poteva essere una buona operazione, ma poi abbiamo valutato che non lo sarebbe stata nel lungo periodo. Allora ho chiamato i miei uomini e ho detto che non mi risultava che avessimo chiuso, visto che non avevo firmato nulla. I giocatori avevano già fatto le visite mediche? Questo non significa nulla: nel contratto dello stesso Vidic abbiamo inserito una clausola per cui lui dovrà essere in grado di giocare almeno un certo numero di gare” Ha pesato la contestazione dei tifosi? “E’ ovvio che non possiamo accontentarli sempre, ma in quella occasione avevano ragione loro. E’ giusto rispettarli, anche se non bisogna fare tutto ciò che dicono. Io non ho mai preso un impegno definitivo per lo scambio e comunque poi mi sono scusato per aver dovuto bloccare la trattativa. Quello che rimane sbagliato è rendere pubblico un messaggio privato: sono dovuto intervenire per difendere il nome dell’Inter”, conclude Thohir.