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Inter, Ronaldo: “Insultato da chi non sa la verità. Nel 2007 volevo tornare”

Ronaldo saluta Moratti prima di Inter-Sampdoria ©Getty Images

Ronaldo saluta Moratti prima di Inter-Sampdoria ©Getty Images

CALCIOMERCATO INTER RETROSCENA RONALDO / MILANO – Se Mourinho ha preso solo applausi e cori, oltreché uno striscione di ringraziamento dalla Curva Nord, nel suo ritorno a ‘San Siro’, in occasione di Inter-Sampdoria, Ronaldo ha preso soprattutto per non dire esclusivamente insulti dal cuore pulsante del tifo nerazzurro, che non lo ha perdonato per il suo trasferimento al Milan quando era ormai a fine carriera. A tal proposito il ‘Fenomeno’ ha svelato un retroscena che riguarda proprio la famosa estate del 2007: “Nove anni fa volevo tornare all’Inter e a Branca lo dissi chiaramente. Lui mi rispose che doveva parlare con Moratti, mi tennero in ballo più di una settimana perché il mio ritorno dipendeva dalla partenza di Adriano. E alla fine scelsero Adriano“.

A Madrid non potevo più stare, Milano l’ho sempre avuta, e continuo ad averla, nel cuore: mi piace troppo, mi piace tutto. E soprattutto: il Milan mi cercò con tutte le forze e il no dell’Inter mi ferì. Come quello di cinque anni prima, quando poi andai a Madrid. Perché io a certe condizioni sarei rimasto anche allora, si sa – sottolinea Ronaldo a ‘La Gazzetta dello Sport’ -. Nel pranzo con Moratti ci sono stati due argomenti scottanti: Cuper e il gol che segnai con la maglia del Milan nel derby. Ognuno in questi casi è convinto di avere ragione, e in fondo capisco anche le ragioni di Moratti: per questo alla fine bisogna perdonarsi. Io ci credevo forte, pensavo che avrebbe scelto me e non Cuper, e invece fu più forte Cuper. Ma credevo forte anche di poter tornare all’Inter dal Real, lo volevo molto. Sabato sera non mi aspettavo niente, non mi ero chiesto ‘cosa succederà?’, e soprattutto non ero venuto a ‘San Siro’ per vedere cosa sarebbe successo, ma solo perché mi andava di rientrare in quello stadio. Quelli che mi hanno insultato sabato sera per me sono una minoranza. E comunque non posso avercela più di tanto con chi non sa la verità, o ha fatto finta di non capirla”.

“Nella mia carriera ho avuto tre squadre più importanti di tutte le altre: il Corinthians, l’Inter e il Real Madrid. Questione di rapporti incredibili, più che di risultati sportivi – aggiunge Ronaldo prima di concludere a proposito di un suo vociferato, anche se l’ipotesi è alquanto remota, futuro da dirigente nerazzurro -. Con Thohir abbiamo solamente accennato il discorso: bisognerà parlare di tante cose, capire cosa potrei fare per l’Inter, perché ambasciatore mi sembra un’idea un po’ astratta. Anche perché l’ambasciatore interista l’ho sempre fatto, e l’ho fatto anche in questi giorni, senza impegni contrattuali. E comunque ci sono tanti modi possibili per riallacciare un rapporto con l’Inter, al di là dell’affetto”.

R.A.